Il collettivo Boamistura, gruppo di architetti con sede a Madrid, nel meso di Marzo è tornato nella favela Vila Brasilândia nella periferia nord di San Paolo, per dare seguito al primo importante progetto  “Luz Nas Vielas”, iniziato nel gennaio del 2012, luogo in cui secondo gli stessi autori “si può apprendere in che modo l’arte urbana è in grado di mettere insieme le persone e dare forza alla cittadinanza”.

Durante due settimane di lavoro sono state aggiunte due opere in punti strategici della favela, note come “becos” e “vielas”, che si sommano al complesso di cinque opere già realizzate.

MAGICA05

Obiettivo del progetto è stato cogliere l’essenza di Brasilândia, attraverso una semplice strategia: semplificare la complessità spaziale delle vie interne tipiche delle favelas mediante la tecnica dell’anamorfosi e generando un unico “telo” sul quale scrivere una serie di parole in grado di riflettere la quotidianità degli abitanti: “amore”, “orgoglio”, “bellezza”, “firmeza” e “dolcezza”. Dipingendo in maniera partecipativa pareti e pavimento con un unico colore “democratizzatore” i Boamistura sono stati in grado di unire i vicini del quartiere sotto una sola cappa cromatica, tessendo nuove relazioni tra le persone.

POESIA05

Le due nuove parole “Poesia” e “Magica”, dipinte su sfondo viola e verde, sono state aggiunte con il fine di estendere il raggio d’azione della rete iniziale, e sottolineare:  la bellezza dell’informalità e la magia della crescita urbana spontanea; l’intensità delle relazioni tra gli abitanti della favela; il sorriso dei bambini che giocano su e giù per le scale del quartiere.

MAGICA01

POESIA08

Il progetto vuol essere un grido di colore in un oceano di mattoni in cui la la vita è più intensa. Le periferie sono luoghi a cui spesso si dà le spalle, e che conosciamo soltanto per l’ingiusta e continua diffamazione propagandata dai mezzi di comunicazione. Secondo gli artisti urbani Boamistura è necessario cambiare questo processo negativo perché “la favela non deve essere necessariamente sinonimo di violenza, in quanto in essa la vita è più intensa e reale, e non vi è poesia più pura e sincera di quella che nasce tra queste vie”.