Un progetto innovativo di recupero e riqualificazione di un’area militare dismessa portato avanti dall’Agenzia Conservatoria delle coste della Sardegna in collaborazione con il Comune di Calasetta e la fondazione MACC del Museo d’Arte Contemporanea di Calasetta quest’estate si mostrava così a turisti e cittadini attoniti.

A due anni dal commissariamento della Conservatoria delle coste e ad appena tre anni dall’inaugurazione la Galleria d’arte a cielo aperto di Mangiabarche. Negli anni 2013-2014 la Galleria ha portato avanti un programma curatoriale di valore internazionale che ha permesso al progetto di essere conosciuto anche alla Biennale di Venezia e alle principali riviste di architettura e arte internazionali.

Un peccato aver congelato un patrimonio di esperienze e progetti all’avanguardia che senza cura e manutenzione rischiano di risultare solo tristi monumenti alle incompiute della politica isolana.

Mangiabarche 2

Mangiabarche

La Conservatoria delle coste, nel corso del 2010, ha acquisito dal patrimonio regionale il compendio di Mangiabarche che si estende per circa 68.386 m2 sulla costa occidentale dell’Isola di Sant’Antioco, a circa 5 Km a sud dal centro abitato del Comune di Calasetta (provincia di Carbonia Iglesias). L’ampio complesso è costituito dalla ex-batteria antinave e antiaerea costruita nella seconda metà degli anni Trenta durante il secondo conflitto Mondiale a scopo difensivo. L’area ricade all’interno dell’Ambito n.6 individuato dal Piano Paesaggistico della Regione Sardegna, caratterizzato da un ricchissimo insediamento antico e da uno spazio marino costiero che rappresenta l’elemento di identità e relazione del complesso sistema di risorse storiche, insediative ed ambientali dell’intero ambito.

Programma di valorizzazione per l’area di conservazione costiera detta “Mangiabarche | Calasetta”

L’obiettivo è quello di attivare lo sviluppo locale del territorio dal punto di vista culturale, per metterlo a sistema con le attività turistico-ricettive presenti, attraverso la riconversione del sistema dei manufatti bellici e la valorizzazione di un’area caratterizzata da un’elevata valenza ecologica e paesaggistica. Il complesso di Mangiabarche si sviluppa a partire dalle trincee per la protezione della batteria, dislocate lungo un tracciato, percorribile per intero, che si affaccia direttamente sulla scogliera: le postazioni ospitavano le artiglierie e incise sul cemento delle piattaforme sono ancora visibili le indicazioni utili per il brandeggio dei cannoni. Poco più all’interno si trova la torretta di avvistamento [o centrale di tiro]; il fabbricato, di particolare rilievo, si sviluppa su due livelli: il piano terra ospitava la camera operatori ed il centralino telefonico, mentre nel livello superiore, cui si accede mediante una scala esterna, vi era collocato il telemetro. Poco distanti dalla linea pezzi si trovano alcuni modesti edifici che un tempo ospitavano il comando e gli alloggi del personale: fino ai primi anni del 2000 il vecchio alloggio del Comandante era adibito a ristorante, mentre i fabbricati che ospitavano i servizi per i militari venivano utilizzati come deposito.

Ex Batteria Antinave SR311 | Mangiabarche – Galleria d’Arte a cielo aperto

La Galleria A Cielo Aperto “Mangiabarche” nasce nel 2011 come progetto artistico innovativo, dal restauro di un edificio denominato “ex ristorante”, in realtà dimora del comandante e dei soldati dell’esercito durante il funzionamento della batteria antinave nella II Guerra Mondiale, su idea della Conservatoria delle coste in collaborazione con la Cabinet Gallery di Londra, l’Architecture Association of London e l’Amministrazione Comunale di Calasetta. Fino al 1997 la postazione militare fu adibita a trattoria tipica calasettana. Fine del progetto è quello di trasformare i ruderi esistenti in una struttura espositiva dedicata all’arte contemporanea e collegata concettualmente e funzionalmente al già esistente Museo di Arte Contemporanea di Calasetta: una vera e propria Galleria d’Arte a cielo aperto immersa nel paesaggio costiero.

Oggi l’edificio ha cambiato immagine e ospiterà alcuni artisti internazionali e locali che eseguiranno, in perfetta sintonia con il paesaggio, installazioni temporanee e i murales. L’obiettivo curatoriale è quello di realizzare in loco e esporre opere rigorosamente site specific, nate nel e per il luogo. La modalità attraverso cui il programma curatoriale evolverà sarà basato non solo sulle scelte dei curatori ma anche sulle condizioni uniche e inaspettate in cui si lavorerà, un aspetto che influenzerà sia le decisioni operative sia le scelte concettuali. La particolarità e unicità della galleria è l’essere a cielo aperto, quindi esposta a tutti gli agenti atmosferici che saranno protagonisti di quell’usura terrena che rende le opere più vere e vicine alla vita reale.