Se qualche volta camminando in un marciapiede ti è successo improvvisamente di inciampare su una mattonella rotta o su un pavimento irregolare o con qualche radice di un albero, probabilmente ti sei preso un bello spavento e niente più… Sicuramente un episodio di questo tipo per le persone con un buon equilibrio e buona visione non rappresenta un problema. Ciò nonostante per le persone che hanno delle difficoltà a camminare o che utilizzano dei dispositivi di aiuto alla mobilità questi “piccoli” cambi di livello possono rappresentare dei grandi ostacoli per la propria autonomia.

GUARDA DOVE CAMMINI è un intervento temporaneo nello spazio pubblico in cui vengono segnalati gli ostacoli presenti nei marciapiedi al fine di avvertire i pedoni sul rischio di inciampare. Si tratta intervento di Urbanistica Tattica che consiste nel dipingere con un colore che contrasta tutti quegli elementi che emergono dal pavimento, cambi di livello, superfici irregolari, ecc. che potrebbero causare capitomboli e cadute del pedone. Obiettivo del progetto è rendere visibile ciò che è invisibile, agendo in modo tale da mettere in luce ciò che molti invece fanno finta di non vedere. Tutte le persone hanno diverse preferenze quando si tratta di mobilità e trasporti, però su un aspetto tutti siamo d’accordo: in un momento o in un altro tutti siamo pedoni.

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La presa di coscienza a livello mondiale sull’impatto negativo che le attività umane stanno avendo sull’ambiente, tra queste l’alta dipendenza nei confronti dell’automobile e sulla grande responsabilità nell’emissione di gas contaminanti, sta potenziando un nuovo approccio della pianificazione urbana al fine di creare una città altamente transitabile e accessibile.

In questo nuovo modello di città sostenibile, la strategia di gestione dello spazio pubblico si basa sull’incentivare la culture del camminare, facilitando gli spostamenti a piedi, aumentando la sicurezza stradale dei pedoni, assicurando l’accessibilità universale negli spazi e trasporti pubblici, sviluppando la mobilità pedonale come mezzo principale di spostamento nelle aree urbane, e realizzando a tal proposito tutte le azioni necessarie per promuovere il camminare come mezzo di mobilità. 

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La Convenzione Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, realizzata sul paradigma dei diritti umani e dello sviluppo sociale, è centrata sulla dignità intrinseca e propria dell’essere umano. Uno dei principi su cui si basa la Convenzione, è precisamente la Accessibilità Universale. Nel suo articolo 9 promuove le condizioni generali perché le persone con disabilità, limitate nel loro movimento, abbiano la possibilità di godere di uno contesto fisico accessibile che consenta loro di avere libertà di movimento nei distinti spazi urbani e rurali. La Convenzione, allo stesso modo, definisce l’accessibilità universale come la “condizione che devono rispettare gli ambienti, processi, beni e servizi, per essere comprensibili, utilizzabili e praticabili per tutte le persone in condizioni di sicurezza e comodità e nel modo più autonomo e naturale possibile.

I distinti tipi di ostacoli che impediscono l’accessibilità universale negli ambiti urbani, nella pratica, si traducono in discriminazione spaziale per un numero importante di persone che in maniera permanente o temporanea si trovano nelle condizioni di sperimentare qualche tipo di limitazione nella propria mobilità che impedisce loro di avere una accesso universale nello spazio urbano e, di conseguenza, ai riconosciuti benefici della socializzazione.

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Non dobbiamo dimenticare che perché sia effettivo questo nuovo approccio strategico è necessario promuovere migliorie negli ambiti pedonali. L’accessibilità universale è un requisito indispensabile affinché sia possibile la partecipazione piena e attiva di ogni cittadino a prescindere dalle proprie condizioni di salute. L’accessibilità, infatti, non è un aspetto che riguarda solo le persone con disabilità: è un beneficio per tutta la società.

L’obiettivo di MIRA DÓNDE PISAS non è soltanto di denuncia ma, soprattutto, di diffusione della prospettiva dell’inclusione attraverso una proposta che propone una soluzione alternativa, rapida e temporanea. Si potrebbe considerare come una sorta di “analgesico urbano”. Se gli ostacoli nei marciapiedi non vengono risistemati, per lo meno che siano segnalati e che siano ben visibili affinché la gente non inciampi e non abbia degli incidenti.

 Veronica Mansilla – TreceDiecinueve