La città contemporanea vive un complesso processo di trasformazione. Le relazioni sociali e la vitalità urbana sono fenomeni sempre più rari e frammentati. I nostri vicini diventano dei completi sconosciuti e gli spazi pubblici della città semplici luoghi di attraversamento. Le reti sociali cresciute in internet permettono di sviluppare nuove dinamiche di comunicazione e relazione tra vicini, migliorando la coesione sociale e la qualità della vita, offrendo la sensazione di maggiore sicurezza.

Le nuove tecnologie di comunicazione permettono nuove forme di collaborazione ed organizzazione per la gestione di beni comuni (pubblici); si possono usare per strutturare un sistema di informazioni che stabilisca una relazione diretta tra i tecnici e gli utenti (cittadini) assicurando una maggior collaborazione nella gestione urbana da entrambi i lati.

open_source_cityimmagine di Joshua Gajownik elaborata da Francesco Cingolani.

La città frammentata

Oggi le dimensioni di spazio e tempo, storicamente in stretta relazione tra loro (percezione spaziale continua) si stanno progressivamente separando, diventando sempre più indipendenti (percezione spaziale frammentata). Attualmente un numero sempre maggiore di persone si sposta ogni giorno da un punto all’altro della città per giungere a lavoro e segue lo stesso percorso per tornare a casa. La distanza tra questi due punti e tutto ciò che vi accade nel mezzo non è di alcun interesse. L’unica cosa che importa è il tempo di spostamento, che grazie allo sviluppo tecnologico è sempre più breve.

La città non è più un luogo continuo, ma si caratterizza più come una struttura di nodi connessi in rete (network city). Questi nodi diventano sempre più definiti, organizzati, efficenti e lo spostamento tra loro sempre più rapido. Ogni luogo delle città che non riesce ad avvicinarsi a queste caratteristiche, che non abbia questa unica funzione (cioè che non sia un nodo) perde di importanza, come gli spazi pubblici. Molto spesso la complessità (il valore) di un punto consiste esclusivamente nel dar accesso ad altri punti. Da qui torniamo all‘importanza attribuita oggi al movimento. Invece di vivere in uno spazio continuo, noi ci muoviamo continuamente tra spazi discontinui (punti o nodi ).

La struttura per punti rispetto ad una struttura continua ha meno livelli di diversificazione e complessità. A minori diversificazione e complessità corrisponde maggiore necessità di movimento. Ogni punto ha una sua identità e funzione. Tutto sembra più organizzato e più facile da trovare .A patto che per trovare quello che cerchiamo siamo pronti a muoverci costantemente tra altri punti. La maggior parte di questi spostamenti avviene con mezzi di trasporto e ad una velocità che non permette di relazionarsi con l’intorno. Ha solo un inizio ed una fine, senza possibilità di “sorpresa” o di cambiamento . Tutto ciò suppone un impoverimento degli spazi intermedi, degli spazi che mettono in relazione i punti, e di conseguenza degli spazi pubblici. Per agire in questo tipo di città è indispensabile intervenire su aspetti della vita quotidiana che apparentemente non hanno niente a che vedere con la progettazione dello spazio pubblico urbano .

Il nostro attuale stile di vita si sviluppa tra due dimensioni obbligandoci ad agire anche su quella che comunemente chiamiamo “virtuale” o “digitale” oltre che quella “presenziale”. Come dice il sociologo Castells “tutto ciò che facciamo, da quando cominciamo la giornata a quando termina, lo facciamo con internet……la connessione tra il virtuale ed il fisico (non direi reale, perchè la realtà è virtuale e fisica allo stesso tempo) la scegliamo noi. Non ci sono due società , ci sono solo due forme di relazione ed attività sociale di noi stessi. Siamo noi che dobbiamo cercare la forma migliore di adattarle ed incastrarle”.

planit-valley-portugal-21

Spazi Pubblici, Spazi Senzienti

Come dice Daniel Innerarty nella città lo spazio omogeneo e stabile non è altro che un caso limite all’ interno di uno spazio globale di molteplicità locali connesse; al posto di vicinati si sviluppano reti locali ed il dibattito pubblico si realizza in uno spazio virtuale, con le strade e le piazze che hanno smesso di essere il principale luogo di incontro e rappresentazione. Internet sembra offrire un “luogo” per le relazioni sociali alternativo ai luoghi “ tradizionali”. Questo fatto puo esser inteso come un problema in grado di aggravare il successivo svuotamento dello spazio pubblico; o al contrario, può essere considerato come una straordinaria opportunità per rafforzare le relazioni sociali locali, creando i presupposti necessari ad accrescere la vitalità degli spazi pubblici. Internet è oggi giorno il luogo in cui con maggiore successo si stanno sperimentando modelli di gestione collettiva.

Credo sia molto importante tornare a considerare la città come il risultato della costruzione di tutti, e lo spazio pubblico come il luogo in cui questo processo possa avere luogo. Oggi disponiamo di strumenti capaci di catalizzare dinamiche partecipative che prima era impossibile coordinare. Sono sempre di più gli esempi di processi di “creazione” di cittadinanza legati all’uso delle nuove tecnologie e senza dubbio internet rappresenta uno dei principali fattori di cambiamento della società. Detto questo credo sia evidente che non possiamo pensare lo spazio pubblico senza tener conto delle potenzialità di questa tecnologia, di come si usa e di come possono apportare valore aggiunto.

Dovremmo incominciare a parlare di un nuovo tipo di spazio pubblico, uno spazio ibrido, in cui la tecnologia possa riuscire a catalizzare dinamiche di commistione tra attività che tradizionalmente non sono connesse o sono ospitate in altri spazi (privati).

Juan Freire lo spiega molto chiaramente: “ la distinzione tra spazi, comunità fisiche e comunità virtuali è superata. Assistiamo ad un processo di ibridazione che modifica le nostre identità individuali , comunitarie e territoriali. Internet ha facilitato lo sviluppo di reti globali, ma paradossalmente ne è stata meno riconosciuta l’influenza negli ambiti locali. Ovviamente le tecnologie digitali modificano il modo in cui ci organizziamo e relazioniamo con il nostro ambiente, tanto che viviamo già in territori in cui il digitale è rilevante quanto il fisico. Le reti Hiper-locali e gli spazi pubblici ibridi sono le nuove realtà che che ci troviamo di fronte con l’arrivo di internet e la cultura digitale nell’ambito locale”

Per Juan Freire la crisi degli spazi pubblici urbani è dovuta anche alla mancanza di un piano (aperto) che risvegli nei cittadini un vero interesse per ciò che usano; ed ha introdotto nel dibattito concetti come quello di spazio ibrido, in riferimento alle opportunità offerte dall‘ibridazione di fisico e digitale negli spazi pubblici. Dato per assunto l’esistenza di una pelle digitale che caratterizza gli spazi pubblici possiamo dedicarci a definire le loro qualità e caratteristiche. Al posto di “ibrido” voglio utilizzare il concetto di “senziente”, e con “spazio senziente” faccio riferimento al carattere “vivo” di questi spazi; alla loro capacità di promuovere relazioni bidirezionali con i suoi utenti, di attrarre reti sociali Hiper-locali e visualizzare in maniera trasparente le informazioni legate al contesto.

prosumer_545

image di Francesco Cingolani | immaginoteca.pro

Testo di Domenico Di Siena | @urbanohumano

Domenico Di Siena è Ricercatore, Consulente e Speaker. Lavora sul presente ed il futuro delle città, analizzando e proponendo nuove strategie di Innovazione Urbana con l’obiettivo di sfruttare le nuove tecnologie per ottenere città più vivibili ed umane.

Puoi seguire le ricerche di Domenico leggendo il suo blog personale (http://urbanohumano.orgdove scrive su temi quali: Innovación Urbana, Social Design, Network Thinking, Cultura Colaborativa, Urbanismo P2P y Shareable City.

Se sei interessato a questi temi, puoi inscriverti alla Newsletter  che Domenico invia una o due volte al mese. Nella newsletter riceverai i suoi testi ed altri documenti di interesse relazionati con le sue investigazioni.