Reti sociali ed Auto-gestione

Se consideriamo l’incremento nell’uso di social networks ed internet ci rendiamo conto che stiamo assistendo ad un processo di trasformazione che ci porterà alla scomparsa dell‘attuale distinzione tra identità digitale ed identità fisica. La maggior parte delle persone puo continuare a vivere normalmente senza preoccuparsi della propria presenza (identità) digitale nei social networks, ma è molto probabile che tra qualche anno, il concetto di identità giunga ad integrare sia la dimensione digitale che quella fisica.

Di conseguenza, ognuno sarà costretto a prestare la medesima attenzione sia alla sua identità fisica che a quella digitale, cosa che alcuni di noi stanno già facendo da alcuni anni. E’ necessario prendere in considerazione alcuni fattori specifici di questo nuovo tipo di identità, tra cui la particolare dimensione temporale. Il processo di costruzione dell’identità digitale con il passare del tempo lascia tracce nella rete, una impronta visibile ed accessibile a qualunque utente. Il risultato è che una identità viene percepita come somma dell‘identità presente con le identità del passato (l’impronta).

Di norma siamo abituati a controllare la nostra immagine pubblica scegliendo in ogni momento cosa mostrare. Quando però la nostra identità ha lasciato un impronta nella rete la sua visibilità non è più qualcosa in nostro esclusivo potere ma è distribuita tra amici e conoscenti (peer group). Chiunque mi conosca può pubblicare informazioni ( foto, testi, etc…) direttamente o indirettamente relazionate con la mia identità senza bisogno di autorizzazione. E’ cio’ che succede nella maggior parte dei social networks. Senza dubbio l’identità digitale sarà completamente assimilata al processo di apprendimento e verrà sempre più associata ad un luogo fisico; significa che l’idea che abbiamo di una (o più) identità digitali parallele slegate dalla realtà stanno a mio avviso perdendo di interesse: in realtà non abiamo neanche il tempo per creare (gestire) identità parallele.

La nostra identità non si costruisce solo tramite le informazioni pubblicate da me ed i miei amici ma anche dalle informazioni che pubblicano i miei dipositivi. Un esempio sta nell‘uso di servizi come Foursquare che sfruttando la connessione ad internet dei nostri cellulari permette di pubblicare nei miei network il luogo in cui mi trovo in ogni momento. Tale identità digitale inequivocabile, facilita lo sviluppo di progetti innovativi di hardware sociale basati su di un tipo di partecipazione senza carattere collettivo, in cui la dinamica di collaborazione è il risultato di una azione ed interazione individuale. Si scoprono, un po’ per volta, le capacità di auto-organizzazione delle società informate capaci di rivoluzionare la propria struttura, sfruttando il fenomeno dello specchio virtuale che permette di associare le informazioni sullo stato di una azione con le decisioni individuali.

immagine di Francesco Cingolani | immaginoteca.pro based on flickr images by garpa.net & See-ming Lee

Controllo e Decentramento

I social networks rafforzano un nuovo tipo di controllo: un controllo decentrato ad opera di una pluralità di individui indipenedenti che collaborano utilizzando capacità ripartite e mobili, di calcolo e di comunicazione. Le Tecnologie di Informazione e Comunicazione (TICs) non rappresentano la soluzione, ma una opportunità di migliorare la nostra capacità di gestione del territorio. Possono essere usate per obiettivi diversi e contrapposti. Da una parte si può approfittare della loro enorme capacità di elaborazione dati per accentrare tutte le informazioni e tentare di “ risolvere” la complessità urbana; ma può essere usata anche per aprire e decentralizzare le scelte.

Si tratta di capire come le TICs possono definire una struttura di gestione urbana in cui centri di controllo discontinuo possano vivere circondati da auto-determinazione (appropriazione) e libertà. Un’idea molto vicina al concetto di tensegrity definito da Buckminister Fuller: “ isole in compressione dentro un mare in tensione”. L’integrazione di tecnologie digitali nello spazio fisico permette di sviluppare nuove dinamiche di comunicazione e relazione tra vicini, che rafforzano la coesione nelle comunità locali ed allo stesso tempo la qualità della vita offrendo una sensazione di maggiore sicurezza.

Grazie alle nuove tecnologie e ad alcune mutazioni culturali, sistemi e mondi prima totalmente chiusi e spesso poco trasparenti, si aprono alla partecipazione di agenti (e persone) esterni alla loro struttura organizzativa. I cittadini diventano più disponibili a partecipare e collaborare perché sono più informati e finalmente sono considerati interlocutori utili per la gestione urbana. Architetti ed urbanisti possono ragionevolmente cominciare a lavorare in costante comunicazione con i cittadini, “condividendo” con questi il loro potere decisionale.

Per spiegare questo fenomeno si puo fare riferimento al concetto di “lunga coda” di Chris Anderson. Internet ed il contesto digitale hanno cambiato le leggi di distribuzione (del potere) e le regole di mercato. Il sistema economico e politico attualmente si basa su di una struttura piramidale in cui il potere (o potenziale economico/creativo) di molti si considera inferiore a quello dei pochi che si trovano nella parte più alta della piramide. Esiste un nuovo sistema basato sulla somma o accumulazione di tutte le piccole potenzialità (o poteri della massa), che grazie ai sistemi di comunicazione in rete offerti da internet possono eguagliare o superare il potere (o il potenziale) di coloro che oggi occupano le posizioni privilegiate. Sono il vecchio mercato di massa e la nuova nicchia di mercato, rappresentati dalla testa e la coda del noto grafico di distribuzione statistica.


La lunga coda è il nome gergale di una ben nota caratteristica di distribuzione statistica ( Zipf, Legge di potenze, distribuzione di Pareto e/o in generale distribuzione di Levy).La caratteristica è anche conosciuta come heavy tails, power-law tails, o le code di Pareto. In tali distribuzioni una ampia frequenza o gran frequenza di di trasazione è seguita da una bassa frequenza o bassa ampiezza della popolazione che decresce gradatamente. In molti casi, gli eventi a bassa frequenza o scarsa ampiezza- la lunga coda, qui rappresentata dalla porzione gialla del grafico-possono ricoprire la maggior parte del grafico.

La presenza di una entità centralizzata non è necessaria quando i dispositivi di controllo e di ritorno dell‘informazione (feedback), permettono agli attori di visualizzare o prendere coscienza delle conseguenze delle proprie azioni. Il fenomeno di auto-organizzazione incosciente si trasforma in controllo cosciente ed intenzionale quando si permette agli individui di comprendere gli effetti delle proprie azioni. Qui si inserisce il concetto di tensegrity, in riferimento ad un modello di gestione in cui le decisioni decentralizzate si uniscono a quelle centralizzate evitando una dinamica di controllo completamente chiusa ed onnipresente.

Invertendo la supremazia della centralizzazione sulle decisioni individuali, si ottiene che i cittadini prendono coscienza delle proprie azioni e così cominciano a coordinarle in modo intenzionale. Questo processo potrebbe riuscire a restituire la necessaria legittimità e credibilità agli interventi nelle aree urbane degradate.


immagine di Francesco Cingolaniimmaginoteca.pro

Testo di Domenico Di Siena | @urbanohumano

Domenico Di Siena è Ricercatore, Consulente e Speaker. Lavora sul presente ed il futuro delle città, analizzando e proponendo nuove strategie di Innovazione Urbana con l’obiettivo di sfruttare le nuove tecnologie per ottenere città più vivibili ed umane. Puoi seguire le ricerche di Domenico leggendo il suo blog personale (http://urbanohumano.orgdove scrive su temi quali : Innovación Urbana, Social Design, Network Thinking, Cultura Colaborativa, Urbanismo P2P y Shareable City. 

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