SUOLO CONSUMATO, BUONE PRATICHE: UNA CORONA PER TORINO

IL PROGETTO CORONA VERDE

Un viaggio fuori dalle vicende della nostra isola: ho pensato potesse utile per capire quali pratiche già in atto a livello di gestione territoriale abbiano iniziato a dare i loro benefici. Il viaggio, per fortuna, è stato breve: Torino, la sua area vasta ed il “Progetto Corona Verde – Città : pianificazione strategica e governance”.

001Un processo che vede la luce nel 1997 e si completa nella sua prima fase nel 2007 fino a diventare uno strumento operativo. Un progetto strategico a regia regionale con il compito di creare una infrastruttura comune alla gestione dei parchi che delimitano la corona urbana dell’area di Torino. Sin dalla sua origine il progetto si è posto come obiettivo una visione sistemica della progettazione e della pianificazione territoriale al fine di riscoprire il ruolo fondamentale che possiedono le aree protette che circondano l’area metropolitana. La rappresentazione di come anni di politica di pianificazione, conservazione e valorizzazione del territorio possano tradursi in strumenti realmente operativi con una qualità molto alta di pianificazione dei parchi tali da produrre strumenti di gestione coordinati a livello regionale.

E’ difficile pensare di spiegare tutti i dettagli di cui si compone lo strumento in queste poche righe della rubrica, mi limiterò a raccontarvi i principi portanti del documento. I punti fondamentali che hanno condotto alla creazione del primo documento strategico, si fondavano sull’idea che la potenzialità delle aree verdi protette del torinese risiedesse nel potenziamento della connessione tra questi nodi del sistema territoriale regionale, nel considerarli come sottosistemi aperti e permeabili all’interno di un territorio più vasto e con una particolare attenzione alla promozione culturale che da un punto di vista storico e paesaggistico rivestivano le aree che delimitano il perimetro metropolitano. Attraverso alcuni atti del convegno del 2008 al Polo Scientifico di Firenze, il professore Fabrizio Bertolino, all’epoca Presidente del Parco Naturale della Collina Torinese, descrisse in maniera chiara quali erano gli obiettivi che il piano si proponeva nel contesto di “problematiche territoriali che hanno sempre più assunto il carattere di sovracomunalità e di integrazione fra le politiche dei diversi enti”:

1. Sensibilizzazione sulla squilibrata distribuzione nella fruzione degli spazi verdi attorno a Torino
2. Stimolo nei confronti della Regione nel settore della Protezione degli spazi naturali in prossimità dei grandi centri urbani
3. Tutela e riqualificazione del paesaggio rurale e delle attività agricole connesse
4. Riconoscimento e valorizzazione della specificità degli spazi agricoli
5. Maggiore investimento nella formazione e nella cultura: una conoscenza diffusa delle potenzialità del patrimonio ambientale
6. Una politica regionale più integrata nell’offerta del verde: attutire le “pressioni turistiche” canalizzate su pochi comprensori ambientali riequilibrando le risorse ambientali

Il processo politico gestionale prevedeva alcune fasi operative riassumibili in una costante conoscenza e monitoraggio delle risorse, una individuazione delle problematiche di gestione e fruizione del verde ed una conseguente adozione di specifiche tipologie d’intervento. Si è arrivati dunque alla stesura di un primo progetto nel 2007 e dal 2009 si è avviata una seconda fase con il sostegno della normativa legislativa nazionale (Legge 10/2013_Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani) con la riconosciuta necessità di valorizzare l’ambiente come strumento per migliorare la vita e la vivibilità degli insediamenti urbani.

Le linee guida prioritarie rimangono nel solco degli obiettivi già espressi: una riduzione della frammentazione dell’offerta di verde ed un contenimento della dispersione urbana ed infrastrutturale, un progetto di messa in rete dei sistemi infrastrutturali “verdi” (corridoi e cunei ecologici e continuità tra i diversi parchi che compongono la Corona Verde), dispositivi urbanistici tali da disincentivare una diffusione caotica e dispersiva di nuovi insediamenti produttivi e residenziali che non rispettino le peculiarità storico e paesaggistiche dell’ambito agro-rurale torinese. Peculiarità che devono essere valorizzate al fine di creare un modello di sviluppo del territorio produttivo, fortemente identitario e che possa suggerire stili di vita e di lavoro al suo interno attraenti e rispettosi del paesaggio non urbanizzato.

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La “Corona Verde” di Torino e la rete delle sue risorse ambientali e culturali

Alcuni risultati sono già stati ottenuti: è in corso una collaborazione tra gli enti e le comunità locali che ha permesso una partecipazione e condivisione del progetto, tale da renderlo capace di creare opportunità di sviluppo: 81 Comuni ed altri soggetti pubblici e privati hanno firmato un Protocollo d’Intesa. Il territorio di Torino ne rappresenta la parte centrale, ma attorno ad esso sono state individuati altri 5 Ambiti territoriali coordinati da altrettanti comuni. Una Cabina di Regia regionale che si avvale del supporto scientifico del Politecnico Universitario di Torino dispone di finanziamenti europei POR-FSER che finanzia gli interventi ritenuti piú utili ad ottenere gli obiettivi e le priorità descritte.

Esiste infine un Masterplan Corona Verde, che in un ottica di sviluppo di medio-lungo termine, dovrà rappresentare uno strumento utile all’attivazione di un programma strategico partecipato e condiviso.  Tale Masterplan è strutturato secondo 4 ambiti strategici che ne individuano le priorità: Potenziamento della Rete Ecologica, Completamento e Riqualificazione della Rete Fruitiva, Qualificazione dell’agricoltura peri-urbana ed un ridisegno dei bordi e delle porte urbane.

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Il Progetto,  pur nella sua complessità evidenzia l’alta esportabilità che esperienze del genere ricoprono: in primo luogo nell’individuazione di un metodo analitico e scientifico di gestione del territorio che ne possa far emergere la sua anima, storia e bellezza. Perchè a quella sempre dovremmo aspirare.

Giovanni Messina

Riferimenti bibliografici:

www.regione.piemonte.it/europa/coronaverde

http://www.regione.piemonte.it/ambiente/coronaverde/dwd/cv_brochure_2012.pdf

http://www.ocs.polito.it/coronaverde07.htm