Chini arat incungiat. Proverbio sardo. (trad. Chi ara (semina) raccoglie)

 Siamo ormai abituati a pensare che il fenomeno dello spopolamento dei paesi dell’entroterra sardo sia un dato acquisito ed incontrovertibile. Non a torto. I dati demografici degli ultimi decenni dimostrano questo fenomeno e fino ad ora nessun tipo di politica locale e nazionale ha raggiunto risultati realmente apprezzabili di inversione di tendenza. Esistono però delle piacevoli eccezioni: una di queste è rappresentata dal paese di Sadali. Situato a metà strada tra Cagliari e Nuoro ai piedi del massiccio del Gennargentu, il comune conta secondo i dati ISTAT piu recenti poco meno di 1000 abitanti (963 anime si diceva un tempo) e da pochi anni è riuscito ad invertire la tendenza allo spopolamento. Frutto di buone pratiche adottate negli ultimi anni dall’amministrazione insieme ad un impegno concreto per la tutela e valorizzazione del proprio territorio rurale. La sindaca, Romina Mura, ed altri esponenti della giunta mi hanno accolto e raccontato quali sono state le azioni che l’amministrazione ha intrapreso negli ultimi anni.

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Le iniziative che più hanno inciso sul cambio di tendenza nel paese, mi spiega la Sindaca, sono stati i bandi “Bonus Famiglia” ed il “Bonus Bebè”. Con il primo il Comune si è impegnato a sostenere per 2 anni “le persone che trasferiscono la Residenza a Sadali da un Comune con popolazione superiore ai 3.000 abitanti” con un bonus mensile di 200,00 euro da poter spendere nelle attività commerciali del paese. Per accedere al bonus è inoltre necessario presentare “un progetto di vita”, ritenuto meritevole e funzionale a poter vivere stabilmente nel paese per almeno 5 anni. In questo modo, spiega la Sindaca, si porrà rimedio ad alcune perplessità che avevano fatto storcere il naso ai cittadini della comunità Sadalese. Con la clausola della spesa dell’assegno all’interno del territorio comunale la ricaduta economica sulle attività commerciali e produttive del paese sarà tale da poter considerare equa la misura tra “nuovi” e “vecchi abitanti” cosi’ come un “progetto di vita” di 5 anni eviterà che alcuni possano approfittarsi dell’assegno solo per i primi 2 anni. Allo stesso modo il Bonus Bebè permette alle giovani coppie di avere un incentivo economico “nell’allargare il nucleo familiare” ed incrementare la popolazione sadalese.

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Murales di Daniel Rossi

Queste iniziative sono riuscite ad innescare un circolo virtuoso tale percui i “nuovi arrivati”, intraprendendo nuove attività o riniziando ad occuparsi del territorio e dei campi lasciati incolti, hanno innescato una sorta di competizione sana: anche i “vecchi” sadalesi hanno ripreso ad occuparsi del proprio paese. Il circolo virtuoso ha iniziato così a dare risultati anche da un punto di vista economico e di autotutela ambientale. Una prima conclusione che credo sia giusto trarre è che nelle politiche di gestione e valorizzazione del territorio ricopra una componente fondamentale l’aspetto demografico: capire quali e quante siano le classi di persone e cittadini sulle quale tali politiche incidono per dare risposte adeguate in termini amministrativi. A tale proposito il Comune ha in progetto di preparare un censimento degli orti del territorio comunale per intendere quali siano le potenzialità inespresse nello sviluppo agricolo-rurale del territorio. La speranza è che tali azioni intraprese dal comune di Sadali possano creare un “contagio virtuoso” nei comuni limitrofi. Ne trarrebbe giovamento non solo il territorio ma, come abbiamo avuto modo di vedere, tutta l’economia dell’entroterra isolano. Va infine considerato come i settori dell’economia legati all’agricoltura siano spesso delle attività economiche anticicliche che, se messe a sistema e ben gestite, possono diventare una buona strategia d’uscita dal periodo di crisi economica ed occupazionale.

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Da un punto di vista urbanistico è in sede di proposta da parte dell’amministrazione una riduzione drastica delle zone di espansione urbanistiche e residenziali (in gergo tecnico le “zone C di espansione”). Tale proposta a “volumi zero” cerca di far fronte al problema delle case sfitte ed abbandonate che rappresentano una grossa fetta del patrimonio immobiliare del comune barbaricino. Problema che potrebbe diventare ancora più importante se l’incremento demografico registrato negli ultimi due anni continuasse secondo quelle che sono le speranze dell’amministrazione. Il problema delle case sfitte ha molteplici spiegazioni ma sconta soprattutto le resistenze di una buona parte sadalesi nell’affittare i propri immobili a persone non conosciute e che arrivano da altri paesi (i cosiddetti “istrangius”). Anche da questo punto di vista l’amministrazione si sta attivando, per lo più in maniera informale, nel sensibilizzare la popolazione residente che una convivenza con i nuovi arrivati, qualsiasi sia la lor provenienza, non solo è possibile ma porterà benefici sociali ed economici alla economia sadalese e potrebbe assurgere l’esperienza del comune barbaricino a modello davvero eco-sostenibile per tutto il territorio dell’entroterra sardo. Per fare ciò dovrà esistere la volontà nei prossimi anni di poter snellire, rendere più flessibili e attuali le pratiche urbanistiche che regolano il recupero residenziale dei centri storici anche dei piccoli paesi.

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Murales di Daniel Rossi

C’è infine un ultimo progetto che coinvolge Sadali e che speriamo possa dare maggiore linfa al modello di sviluppo sostenibile locale che sta portando avanti la sua amministrazione. Si tratta del SFIRS_Smart City (Progetto Regionale cofinanziato dai fondi Europei, Regionali e dalle risorse comunali) a cui è collegato il PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) di cui si è dotato il comune. Sadali è stata inserita tra le comunità pioniere aventi come obiettivo la realizzazione di interventi finalizzati alla riduzione delle emissioni di CO2 a livello locale a partire dalle strutture pubbliche fino a fornire un supporto consultivo al cittadino: lo Sportello Energia dovrà offrire assistenza e formazione per l’efficientamento energetico degli edifici privati. Allo stato attuale purtroppo, la Sindaca mi ha confermato come il progetto abbia problemi di finanziamento e si riparlerà di un suo avvio dopo le elezioni che si terranno nel 2015.

Speriamo di poterne riparlare presto.

Giovanni Messina