Porto Torres (SS), Golfo dell’Asinara.

Luci a mare è un lungo reportage realizzato tra aprile e novembre 2013 a bordo di una barca da pesca alla sardina di origine ponzese, che ogni anno arriva a Porto Torres per la pesca stagionale del pesce azzurro. Una pesca antica portata in Sardegna oltre trent’anni fa sulle antiche rotte dei pescatori di Ponza, che si svolge con la tecnica delle lampare e delle luci a mare. Il progetto fotografico racconta la storia di un equipaggio, la notte, la fatica, la quotidianità del mare, la stretta convivenza, i rischi del lavoro, le gerarchie e gli equilibri di dodici uomini – siciliani, ponzesi, tunisini, sardi – sul peschereccio “Capobianco”. Il reportage nasce con l’intento di documentare una realtà sociale in Sardegna- spesso sconosciuta ai più – legata al lavoro della pesca alla sardina: una pesca stagionale e artigianale – attualmente portata avanti dagli unici due pescherecci rimasti nell’isola che approvvigionano tutto il mercato sardo; il mestiere del pescatore che viene tramandato dai più anziani ai giovani membri dell’equipaggio, e l’affascinante tecnica delle luci a mare, della pesca cosiddetta a circuizione, che avviene attraendo la palla di pesci attraverso le luci e l’accerchiamento con la rete per la loro cattura.

La documentazione ha avuto inizio con un lungo periodo di approccio e reciproca conoscenza con il capitano e il suo equipaggio al porto di Porto Torres, necessario per acquisire fiducia e spontaneità ai fini dell’accoglienza di un fotografo a bordo. Nei primi momenti la ricerca fotografica ha raccolto immagini diurne e notturne all’arrivo del peschereccio in porto, le fasi di smistamento e dello scarico – carico del pesce, mentre successivamente si è partecipato più volte alle uscite notturne per documentare le diverse fasi della pesca e la vita a bordo. Il progetto si è concluso lo scorso novembre con la raccolta di alcune immagini della messa a secco del peschereccio nel cantiere navale di Formia (LT) per i lavori di manutenzione, dopo la chiusura della stagione di pesca e il viaggio di ritorno da Porto Torres a Ponza. L’aspetto umano, oltre alla descrizione dei momenti di lavoro, è stato uno degli elementi principali oggetto dell’indagine fotografica: la storia di un equipaggio di dodici uomini, di diversa provenienza, di cui una parte vive per otto mesi a bordo del peschereccio, lontano dalle proprie famiglie per lunghi periodi, spesso isolati dal contesto sociale di Porto Torres, con ritmi di lavoro e vita notturni e diurni invertiti rispetto a una normale giornata. Il reportage nasce come fotografia di documentazione e narrazione delle contemporaneità, ma con un approccio cosiddetto “umanista”, che pone al centro della narrazione l’uomo e tenta di restituire, attraverso l’interpretazione dell’autore e del suo coinvolgimento, una visione fotografica che contiene intuizione, spontaneità e poesia, regalata anche dall’uso del bianconero e dalla ricerca di un astrazione nella relazione tra l’uomo e il mare.

Il progetto “Luci a mare” consiste attualmente in alcune centinaia di fotografie analogiche, scattate tutte in pellicola bianconero e principalmente con l’uso di un obiettivo 50 mm, limitando il più possibile l’uso del flash: una scelta artistica e stilistica che voleva mettere in evidenza lo stretto spazio di convivenza dentro la barca, la necessità di esprimere negli scatti i confini della composizione fotografica e la volontà di illuminare i fotogrammi notturni con le luci provenienti dalle lampare in mare o con fonti di luminosità presenti a bordo, in una visione il più possibile vicina allo sguardo percepito. La selezione proposta consiste in alcune fotografie scattate durante la navigazione e che raccontano i diversi momenti della pesca: la partenza e il ritorno all’alba, l’attesa dei comandi per la messa in mare della rete, il ritiro del pescato, la lampara che ruota intorno alla barca madre, e una serie di ritratti ai membri dell’equipaggio.

Progetto “Luci a mare” – Fotografie di Stefania Muresu