Avviamo con questo articolo la collaborazione con la pagina Architettura e Politica a cura di Zaida Muxi, Josep Maria Montaner e Carles Baiges.  In questa prima uscita una interessante riflessione di Carles Baiges sul “tactical urbanism”. 

L’urbanistica, nonostante l’uso speculativo che molto spesso negli ultimi anni se n’è fatto, si pone come obiettivo quello di migliorare l’ambiente (habitat) delle persone. Il costo degli interventi legati a questa disciplina spesso però puó essere proibitivo per la maggior parte delle amministrazioni. Una soluzione tradizionale è stata utilizzare strategie di pianificazione a lungo termine che difficilmente però sono in grado di dare risposte rapide ai cambiamenti sociali ed economici.

Nell’ultima decade abbiamo assistito ad un’ esplosione di interventi avviati dalla cittadinanza, secondo un metodologia che alcuni accademici anglosassoni definiscono come “tactical urbanism”. Ci riferiamo a progetti con distinti attori che si uniscono per portare avanti interventi di piccola scala, a basso costo e spesso temporanei per migliorare il proprio quartiere. Queste iniziative, talvolta, trovano persino l’appoggio delle amministrazioni pubbliche che hanno cercato di replicarle, incorporarle o incentivarle senza però ottenere gli stessi risultati

Il “tactical urbanism”

Si utilizza la parola “tattico” caratteristica delle azioni immediate del campo di battaglia, in contrapposizione al termine “strategia” che contraddistingue le azioni a lungo termine tipiche di una guerra. Alcuni attivisti rifuggono da questi nomi per la loro origine militare mentre altri tendono a potenziarli, così come succede, ad esempio, per le “guerrilla gardening”, in cui gruppi di persone creano e mantengono spazi di vegetazione in zone abbandonate della città senza nessun tipo di autorizzazione. Ma al di là della polemica sul nome, il concetto è utile per aggruppare una serie di interventi caratterizzati da elementi comuni:

  • Una deliberata volontà di cambio graduale
  • Un’offerta di idee locali per le sfide della pianificazione locale
  • Compromessi a breve termine e obiettivi realistici
  • Rischi bassi con possibilità di grandi risultati
  • Sviluppo di un capitale sociale tra la cittadinanza e la relazione con le istituzioni pubbliche, private, ONG, ecc…

Le opportunità offerte dal basso costo

Gli interventi tattici e temporanei permettono ai tecnici di proporre migliorie con una bassa percentuale di rischio. Janette Sadik-Kahn, tecnico incaricato del dipartimento dei trasporti della città di New York, ha spiegato nella conferenza TEDcity2.0 alcuni dei progetti che ha portato avanti per fare in modo che le strade di New York fossero più confortevoli per ciclisti e pedoni. Janette e il suo team sono stati in grado di riconoscere il potenziale di queste tecniche a basso costo per implementare misure che potrebbero essere particolarmente impopolari tra gli automobilisti, ma che possono risultare meno “antipatiche” se appaiono temporanee.

“I materiali temporanei sono parte integrante del progetto, perché ci hanno consentito di mostrarne il funzionamento. (…) in questo modo è stato possibile sperimentare se le modifiche apportate fossero in grado di migliorare il traffico, la mobilità, se fossero più sicure e migliorative per il commercio e, soprattutto, garantire una loro rimozione nel caso in cui non avessero funzionato”.

Allo stesso modo, nell’attuazione del progetto c’è stata una deliberata volontà di cambiare il tema della discussione, evitando la polemica e cambiando il centro dell’attenzione generale.

“Sono stati comprati centinaia di materassi e sono stati disposti in strada. In questo modo i materassi sono diventati il principale tema di discussione della città e l’attenzione dell’opinione pubblica non era più rivolta al fatto che ci fosse il traffico chiuso a Broadway! (…) Per questo motivo se dovete fare un progetto grande e controverso, pensate ai materassi!”

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Times Square (Flickr: Andy Schultz)

Nonostante l’obiettivo di questo intervento fosse la diminuzione del traffico automobilistico per migliorare la vita delle strade di New York, progetto che qualsiasi urbanista progressista condividerebbe, il progetto ha ignorato una delle caratteristiche principali del “tactical urbanism”: la partecipazione della cittadinanza. Il progetto in questo senso, continua ad avere le caratteristiche di una iniziativa calata dall’alto dato che, in nessun momento, è stato chiesto alla popolazione in quali spazi sarebbe stato necessario intervenire e come farlo. Probabilmente il motivo di questa scelta risiede nel fatto che un processo partecipativo di questo tipo avrebbe dato troppa importanza al malcontento degli automobilisti.

L’importanza del tempo

Un altro aspetto fondamentale dell’urbanistica tattica è il tempo. Nella pianificazione urbana il tempo gioca sempre un ruolo fondamentale. Spesso nella pianificazione vengono tracciate linee sapendo che queste non si materializzeranno nell’arco di 50 anni. Ma quando queste finalmente si concretizzano cosa è successo nel frattempo al quartiere e ai suoi abitanti durante tutto questo tempo? Sicuramente hanno dovuto affrontare una moltitudine di problematiche: terreni inutilizzati e vuoti, edifici abbandonati in attesa di essere demoliti, infrastrutture obsolete o inesistenti. Gli interventi tattici consentono di ottenere benefici immediati, anche se limitatati.

“DUMBO, nel distretto di Brookln a NYC, è uno dei nostri primi progetti, dove abbiamo adoperato  un parcheggio poco utilizzato e lo abbiamo riconvertito durante un fine settimana utilizzando vernici e  fioriere. (…) . Invece di dover attendere anni di studio di pianificazione e modelli al computer per ottenere qualcosa, lo facciamo molto rapidamente  con vernici e materiali temporanei. (…) Credo che la lezione che ci da New York è che sia possibile trasformare le tue strade rapidamente, economicamente, dare benefici immediati e in modo abbastanza popolare.”

Il ritmo della burocrazia e la dipendenza da altri dipartimenti municipali può limitare le possibilità delle amministrazioni per realizzare nuovi progetti. Il “Pla Buits” (Piano di recupero dei vuoti urbani con implicazioni sociali e territoriali – Buits Urbans amb Implicació Social i Territorial) proposto dal Comune di Barcellona per la gestione di interventi con una complessità superiore rispetto a quanto realizzato a New York, ad esempio, non è stato capace di accorciare i tempi amministrativi di intervento, perdendo in questo modo gran parte del vantaggio dell’utilizzo di un intervento tattico.

Il coinvolgimento della cittadinanza, un fattore chiave

Per un completo successo di questi interventi, oltre a pensare ad interventi rapidi e a breve termine, è importante considerare la sostenibilità dei progetti nel tempo. I Progetti di maggior successo sono quelli che riescono a coinvolgere la cittadinanza nell’attivazione e conservazione degli spazi. Il progetto Stalled Space di Glasgow, ad esempio,  ha creato una rete di 200 volontari per prendersi cura degli spazi recuperati.

Nel caso degli interventi di NYC invece di coinvolgere la popolazione si è deciso di coinvolgere i commercianti del quartiere, che si sono visti beneficiati da un numero maggiore di clienti. All’estremo opposto ritroviamo invece l’esperienza pioniera di Saragozza “Esto no es un solar” che in un primo periodo di applicazione è riuscita ad ottenere la riqualificazione di ben 14 lotti abbandonati in spazi pubblici. Nonostante il successo iniziale del progetto, in una fase successiva il progetto è andato lentamente in decadenza a causa della sua dipendenza da un programma di occupazione stabilito dall’amministrazione che non è stato rinnovato durante il tempo. Lentamente gli spazi sono stati oggetto di atti vandalici dato che nessuna rappresentante dell’amministrazione si è reso responsabile per loro.

Questa necessità di coinvolgimento cittadino è stata invece chiave nel progetto Re-Gen Huesca, dove è stato previsto un intervento che ha contemplato tre diverse possibilità: la prima che ha incluso solo la trasformazione degli spazi, una seconda di partecipazione e una terza, fondamentale perché in grado di garantire la continuità del progetto nel tempo, che ha incluso la coordinazione con interventi già esistenti.

germanetes(Re-Gen, 2012)

Una opportunità di comprensione del fenomeno

Le amministrazioni hanno due modi per avvicinarsi positivamente a queste nuove pratiche: dotarsi di un quadro giuridico perché queste iniziative si possano sviluppare e promuoverle. I rischi in cui possono incorrere riguarda il fatto che possano essere applicate solo alcune delle caratteristiche dell’urbanistica tattica, tralasciando altre (in particolare i suoi valori democratici e di trasformazione), dato che una parte della cittadinanza può intenderlo come un semplice abbellimento o come un modo per dimenticarsi degli obblighi che possono esigere alle proprie amministrazioni.

Carles Baiges

Carles Baiges, architetto, fa parte del collettivo LaCol e studia Sociologia Urbana presso la Universiteit van Amsterdam.
carlesbaiges.tumblr.com
+info: articolo originale su http://www.arquitectura-politica.org/?p=648