Nel corso degli ultimi anni la Presidenza della Regione Sardegna ha partecipato alla realizzazione, come regione capofila, di un progetto di cooperazione tra Italia e Marocco denominato ARTIMED Sviluppo dei Saperi artigianali tradizionali e integrazione dei sistemi produttivi in Marocco e in Italia, che si inserisce all’interno del più ampio Programma di Sostegno alla Cooperazione Regionale – Paesi del Mediterraneo e dei Balcani finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato in partenariato con il Ministero dell’Artigianato marocchino.

Il progetto ha consentito la realizzazione di un Archivio multimediale dei Saperi Artigianali del Mediterraneo, (www.mediterraneancraftsarchive.it) che è stato presentato ufficialmente a Cagliari nel dicembre dello scorso anno. A distanza di un anno dalla nascita dell’Archivio, si è tenuta dal 13 al 19 Dicembre 2013 nei locali ex I.S.O.L.A. di Via Santa Croce, un’esposizione dei manufatti prodotti nell’arco di vita dell’intero progetto tra Sardegna e Marocco e dei frutti del più recente contributo dei dipartimenti di Architettura delle Università di Cagliari e Sassari e dell’associazione Amal Sardegna – Marocco. L’intero progetto è stato diretto da Roberta Morittu, designer Compasso d’oro ADI per Domo, che in questi anni ha avuto modo di girare tutta la Sardegna ed il Marocco raccogliendo e catalogando testimonianze, suggestioni e tutto il sapere artigiano che ha poi permesso la realizzazione dell’archivio dei saperi prima e dei manufatti in mostra poi.

La collezione non è solo il risultato di questa ricerca, ne è soprattutto l’emblema: ogni manufatto infatti è stato pensato e disegnato pensando alle forme ed alle tecniche sarde e marocchine e così è anche realizzato. Non c’è un oggetto solo sardo o uno solo marocchino: ogni oggetto, dal cuscino alla borsa e persino la collana, è sia sardo sia marocchino, in maniera elegante, mai naif o banalmente “etnica”. IMG_0286

Dai complementi d’arredo agli accessori di moda, cuscini, arazzi e runner da tavola, collane e borse, gli oggetti della collezione sono tutti prodotti tessili o di intreccio non a caso. Tessitura ed intreccio sono senza dubbio le tecniche più antiche e comuni nelle culture tradizionali di tutto il mondo, in alcuni casi andate – se non totalmente, quasi – perdute a causa dell’industrializzazione e della modernizzazione, in altri invece studiate e catalogate, come è il caso in Sardegna da Eugenio Tavolara, e proprio questo si è voluto fare con l’archivio dei saperi stesso: continuare a ricercare e confrontare con tutti i saperi del Mediterraneo, in modo non da “congelare” semplicemente, ma continuare a fare vivere le tradizioni coerentemente coi tempi. Si potrebbe parlare forse quasi di globalizzazione, dove non è l’imposizione di un dato modello o uso in quanti più paesi nel mondo ma la creazione di qualcosa di nuovo dalle diverse tradizioni, che gli appartenenti alle rispettive culture possa sentire come propria.

IMG_0290Nella collezione le borse esprimono in maniera eccezionale questo concetto. Sono infatti il risultato dell’intuizione di Roberta Morittu di unire la tradizione sarda della bisaccia e del tappeto per il corpo della borsa (realizzato grazie alla collaborazione con il  laboratorio tessile Casa Lussu di Barbara Cardia e Tommaso Lussu, ad Armungia) a quella del macramè marocchino, per manici e tracolle delle borse, realizzati dalle donne marocchine dell’associazione Amal proprio con questa tecnica.

I dipartimenti di Architettura delle università di Cagliari e Sassari hanno formato due team, guidati rispettivamente da Stefano Asili per Cagliari e da Nicolò Ceccarelli per Sassari,  e composti da Alessandro Congiu, Claudio Rossi, e Francesca Savona, Federica Casu, Riccardo Marras, Luciana Nattivi e Antonella Sechi, che dopo diversi incontri e workshop in Sardegna durante i mesi estivi tra settembre e ottobre sono stati a Marrakech a seguire l’ultima fase del progetto in Marocco, dove si è svolto il  workshop Share(d)esign, in paternariato con con ESAV – Ecole Supérieure des Arts Visuels e CFQMAMCentre de Formation et Qualification dans le Métiers de l’Artisanat di Marrakech, a cui hanno partecipato anche le Università di Firenze e Milano.

Il contributo delle Università sarde si è collocato nella parte della comunicazione del progetto, dalle fasi preliminari alla mostra di chiusura, con la realizzazione di prodotti grafici e motion design basati su dei pattern ideati durante i workshop e che di fatto hanno costituito l’immagine coordinata dell’intero progetto ARTIMED.

Invito mostra ARTIMED_13-19 dicembre 2013 (1)-2

Ma la mostra non ha avuto solo lo scopo di far vedere il risultato di questa collaborazione internazionale. Tutti gli oggetti della collezione infatti sono stati messi all’asta, il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza all’associazione SOS Villaggi dei bambini, un’organizzazione internazionale che si occupa dell’accoglienza di bambini privi di cure genitoriali o temporaneamente allontanati dalle proprie famiglie in 132 paesi del mondo tra cui Italia e Marocco.

Alessandro Congiu