Ricordiamo il punteggio da Alghero…

…dopo l’intervallo: Ateneo 1, Comune 1. O comunque, qualsiasi altro pareggio.

Biblioteca del S.Chiara durante un sopralluogo, Novembre 2011

Biblioteca del S.Chiara durante un sopralluogo, Novembre 2011

Parafrasando il linguaggio sportivo, questa è la situazione a Settembre, circa il Santa Chiara (la nuova “sede”, il cui uso è conteso tra Comune e Ateneo). Pareggio, ovvero un continuo confronto tra le parti fatto di patti, firme, strette di mano, convenzioni e protocolli. Oltre 600 persone e un indotto di primaria importanza per il tessuto economico-sociale sono ancora senza sede, tenute in ostaggio della burocrazia e delle dichiarazioni d’intenzioni.

Le recenti news non sembrano configurare rosee prospettive: con un probabile trasferimento a Sassari di alcune classi per le quali non è possibile trovare lo spazio.

Il “Santa Chiara” pare oramai una pedina immobiliare, una puntata di una mano di poker, più che un oculato investimento culturale per un territorio. I writers hanno già inaugurato la struttura con alcune scritte e i bambini vi giocano a calcio nel retro e magari qualche parkour ci salta intorno. Almeno è possibile affermare che il complesso è integrato nelle dinamiche urbane, e che l’appropriazione degli spazi esterni da parte della comunità procede bene. Sono dinamiche che seguono altri tempi, ovviamente.

Da un lato il declino di questa situazione, dall’altro il barlume di positività derivante dall’impegno intellettuale che ogni singolo può coltivare in proprio, seguendo le proprie passioni. Impegno necessario per fermare almeno il declino intellettuale che una certa situazione può trascinarsi, come effetto allegato. Meglio ricordare gli impegni da studente, la vocazione e la passione che, non si sa mai venga meno. È da notare che questo impegno intellettuale è difficile da ricercare in una biblioteca parzialmente inagibile, ospitata (letteralmente) in due locali della curia vescovile diocesana.

Si sa però, da sempre gli studenti sono tappabuchi DOC: un tavolo di fianco a un letto, in viale Europa o in viale S. Agostino, dovrebbe bastare, con contratto o senza, poi si vedrà: siamo in Italia, si sa.

Mentre, “nel mondo reale”, tutto scorre regolarmente, durante “l’intervallo estivo” di cui all’inizio: l’antico borgo medievale catalano ricerca ossessivamente una vocazione turistica entro le sue mura, aprendo decine di gelaterie (in contemporanea); il declino qualitativo delle parti urbane esistenti procede regolare; le periferie continuano a essere progressivamente frammentate; un’ aeroporto cerca continuamente convenzioni con compagnie low-cost; un campo nomadi a esso vicino raggiunge dimensioni superficiali pari all’abitato nel quale è situato.

Federico Puggioni