Sulle pagine di SARDARCH negli anni scorsi si è parlato del Premio del Paesaggio, concorso di idee indetto dalla Regione Sardegna dal 2007 al 2011, raccogliendone e diffondendone gli esiti. Il premio prevedeva due categorie di concorso, una relativa ai progetti architettonici e una ai progetti fotografici, con l’intenzione di premiare quegli interventi o quelle indagini che attraverso l’azione dei progettisti e lo sguardo dei fotografi sottolineassero il legame con il paesaggio secondo i valori trasmessi dalla Convenzione Europea del Paesaggio, con lo scopo di “stimolare la partecipazione e contribuire alla sensibilizzazione di cittadini, professionisti e amministratori locali sulle tematiche del paesaggio e sull’importanza della qualità dei progetti di trasformazione territoriale” [1].

L’attenzione al paesaggio e l’intento di sfruttare le potenzialità dello strumento fotografico furono i motivi che spinsero nel 2008 anche l’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE) a pubblicare un bando attraverso il quale si manifestava “la volontà della Regione di dotarsi di un adeguato patrimonio documentale fotografico di elevata qualità artistica e documentaria” [2], da destinare al Centro Regionale del Catalogo con il fine di rappresentare “paesaggi storico-archeologici, storico-architettonici, paesaggi naturali, luoghi, feste, tradizioni e mestieri”. Come si poteva leggere nel testo, il bando era rivolto a “fotografi di chiara fama e a fotografi sardi maggiormente rappresentativi della fotografia isolana” ai quali spettava il compito di presentare una proposta che comprendesse la definizione del progetto culturale da perseguire e del tema trattato, oltre che di altri dettagli come il numero delle fotografie, le loro caratteristiche tecniche, le opzioni sulla cessione dei diritti e i tempi di consegna delle opere.
Al 25 febbraio 2009, data di scadenza per la partecipazione, i fotografi che inviarono all’ISRE una proposta erano circa un centinaio: la selezione delle proposte meritevoli si è poi basata sul curriculum del fotografo e sulla qualità artistica del progetto presentato.
I risultati di questa iniziativa non sono stati resi ancora pubblici, nonostante la volontà dell’ISRE di diffondere in maniera adeguata i risultati ottenuti dai fotografi coinvolti. Seguii le prime fasi del bando ai tempi della stesura della tesi e a distanza di anni ho voluto soddisfare la curiosità di conoscerne gli esiti andando direttamente alla fonte e parlare con il direttore dell’Istituto, il dott. Paolo Piquereddu.
©Nanni Angeli Photographer, La Porta a Levante, 2011.jpg

La chiacchierata inizia riprendendo il filo dalla fase di analisi dei progetti che arrivarono all’ISRE: ne vennero selezionati e finanziati inizialmente diciannove ma alcuni vennero modificati e rimodulati, consentendo così di accogliere un maggior numero di proposte. I progetti fotografici premiati erano di diversa natura e complementari tra loro, presentando una curiosa distinzione: i fotografi “stranieri” affrontarono temi maggiormente volti all’analisi del paesaggio mentre i fotografi isolani ebbero un approccio orientato agli aspetti antropologici. Se da un lato quindi questa differenza non può portare a un confronto tra lo “sguardo esterno” e quello “interno”, dall’altro l’intero corpus di immagini fa emergere, come sottolinea il dott. Piquereddu, un “quadro visivo della Sardegna dei nostri tempi, aspetto non così ovvio considerati i diversi tagli e le diverse personalità dei fotografi coinvolti: si ha infatti una sfaccettatura di temi, di luoghi, di punti di vista anche tecnici che rendono questa raccolta di grande interesse e sarebbe un peccato se non avesse visibilità”. Purtroppo la carenza di risorse economiche ha imposto un brusco stop a quelli che Piquereddu considera come gli esiti naturali dell’intero progetto, ovvero un catalogo e una mostra.
©Donatello Tore, Le riflessioni di Petrake , Bitti, 1 aprile del  2011
Il progetto curatoriale che il direttore ha in mente si pone l’obiettivo di restituire un’istantanea della Sardegna, superando la distinzione della visione di ogni singolo autore per arrivare alla costruzione di un punto di vista corale: un progetto ambizioso che vuole mantenere la coerenza con quell’esigenza che spinse l’allora presidente Soru a dotare la Regione di un archivio di immagini che restituisse un ritratto della sua contemporaneità.
A partire da queste riflessioni e ricordando, come sostiene Maurizio Vitta, che “per esistere il paesaggio deve costituirsi in immagine” [3] e che “nella sua natura di immagine folgorante il paesaggio si dà alla visione come sintesi, fusione organica d’ogni sua parte in un tutto” [4], la speranza è che l’attesa per poter finalmente vedere le immagini realizzate dai diversi autori sia la più breve possibile, sperando che ancora una volta attraverso la fotografia “il senso venga proiettato ben oltre il segno destinato ad esprimerlo” [5].
©Davide Virdis, TulaOschiri. diga Muzzone sul Coghinas, febbraio 2011

In chiusura, alcune considerazioni relative al confronto con altre esperienze di committenza pubblica. La prima analogia con le altre campagne fotografiche risiede nella volontà di unire al valore documentario delle immagini che costituiranno il futuro archivio quello artistico: il richiamo a campagne come quella della DATAR è immediato. Altri due aspetti sembrano rimandare all’esperienza francese degli anni Ottanta: il coinvolgimento sia di fotografi locali che “stranieri” e la libertà lasciata ai fotografi di definire il proprio progetto, due aspetti che offrono grandi potenzialità al progetto. Affiancare al lavoro dei fotografi isolani quello scaturito da “sguardi esterni” può essere l’occasione di far emergere attraverso il loro confronto nuovi punti di vista e spunti di riflessione volti a riconsiderare e riscoprire realtà sociali o ambientali di cui i residenti, avendole sempre sotto gli occhi, hanno ridimensionato il reale valore. I temi individuati dai fotografi e le diverse declinazioni che di essi hanno dato, contribuiranno
inoltre a creare un corpus di immagini in cui convivono diversi livelli di lettura, restituendo così una descrizione dei diversi aspetti di una medesima realtà.

testi ©stefano ferrando

1 Cfr. testo del bando “Premio del Paesaggio – Quarta Edizione” della Regione Autonoma della Sardegna.
2 Il testo integrale del bando è consultabile sul sito www.isresardegna.it, sezione Bandi e gare.
3 Maurizio Vitta, Il paesaggio. Una storia tra natura e architettura, Einaudi, 2005, p. IX
4 Maurizio Vitta, Il paesaggio. Una storia tra natura e architettura, Einaudi, 2005, , p. 48
5 Ibidem, p. XIII

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