Già da diversi mesi,  si aggira per le aule della facoltà di Architettura di Cagliari, un gruppo di studenti iscritti al workshop Lo spazio evocato 2 intenti a ideare un nuovo mondo per lo straniero Peer Gynt che verrà in visita presso il Teatro Massimo della nostra città per partecipare al Festival di Filosofia. Guidati dal prof. Marco Lecis e dal regista Guido De Monticelli, i ragazzi incontrano  Peer, protagonista del racconto dello scrittore norvegese Henrik Ibsen.

“Plastico di una delle scenografie progettate durante il workshop”

LO SPAZIO EVOCATO Peer, tu menti! Ti presenti come un moderno eroe del Nord, come un Ulisse caricato di un’insoddisfatta curiosità ma non ci permetti di riconoscere fra le tue tante frottole chi tu sia veramente! Non sei né giovane né vecchio, né contemporaneo né di altri tempi.. Potresti essere evocato sempre e comunque in qualsiasi circostanza perché tanto… Sei così evanescente che non appartieni a nessuna terra e a nessun tempo!

Peer voleva semplicemente essere se stesso: non smarrire il suo spirito autentico e la sua ultima essenza.

PEER GYNT: Cosa dovrebbe essere un uomo? Se stesso: questo è tutto.

LO SPAZIO EVOCATO: Cinquanta scene diverse, decine di avvenimenti e di personaggi: sin dal momento della tua comparsa! Peer, sei stato considerato, non a caso, irrappresentabile! Ciò non toglie che abbia poi collezionato, soprattutto nel corso del nostro workshop, un gran numero di messe in scena.

PEER GYNT: Ma no! Merito di meglio! Mille e mille volte meglio! Bada a quel che ti dico: tutto il paese dovrà venire a rendere omaggio! Aspetta solo che io faccia qualcosa… Qualcosa di straordinario!

LO SPAZIO EVOCATO: Allora noi faremo di te l’eroe del futuro, un eroe a tutti gli effetti! Piomberai in un futuro composto dai rottami generati dagli oggetti nel nostro presente e attraverso i tuoi occhi rivaluteremo il mondo circostante!

PEER GYNT: Oh, Dio buono! Ecco come perdere l’ultimo pezzetto di ragione!

LO SPAZIO EVOCATO: Sta’ zitto! Sei tu il folle… Eppure è vero che di te si potrebbe far qualcosa, se non dicessi sempre le bugie, se non raccontassi troppe frottole. Comunque vada al termine del workshop, avresti potuto vagare tra corde pendenti e abiti di scena, ti saresti potuto muovere su una linea inclinata, vederti deforme negli specchi, oppure muoverti in una serie di pedane a diverse altezze raggiungibili da tante scale, trovarti in una stanza dei giochi o all’interno di un mondo fantastico e onirico dove gli elementi si ingigantiscono e trasformano attraverso le loro proiezioni, ma il mondo nel quale verrai catapultato è un lungo percorso che articolandosi fra innumerevoli ostacoli renderà più complesso e contradditorio il viaggio iniziatico che sta alla base della moderna ricerca dell’identità.

PEER GYNT: Ed io, con chi dovrei confrontarmi?

LO SPAZIO EVOCATO: Con tanti giovani, ragazzi e ragazze, tutti imbarcati sul vascello di questo nuovo viaggio filosofico-teatrale, sulle orme di un altro ragazzo come te, Peer Gynt: gli studenti di filosofia, a discutere di identità, verità e finzione sul palcoscenico del Massimo; e quelli di Architettura, alle prese con plastici e progetti per dare uno spazio alle tue avventure; e gli studenti del Conservatorio, classi di percussione, violino, arpa, trombone, per evocare suoni e musiche di quelle avventure. E quelli che, avendo partecipato a un laboratorio teatrale, saranno in scena assieme agli attori del Teatro Stabile della Sardegna. Così i “filosofi” e gli “architetti” si avvicinano al linguaggio della scena e alla scena portano il contributo della propria riflessione.

PEER GYNT: Davvero? Chi sa quel che può succedere!

LO SPAZIO EVOCATO: Ma si, vedrai! Aspetta un po’! Lo spettacolo andrà in scena a breve,  in occasione del secondo Festival di Filosofia che si terrà dal 3 al 6 maggio del 2013. Il titolo del festival è “L’avventura di esser sé” e i dialoghi su questo tema, che vedranno protagonisti importanti filosofi e letterati di fama internazionale, saranno ispirati proprio a te. L’opera di Ibsen sarà appunto lo spettacolo in allestimento e andrà in scena durante le serate del festival.

PEER GYNT : E non mancherò di certo! Vorrò proprio sentirli raccontare che razza di ragazzo è Peer Gynt!

Manuel Soddu
CultArch