Demolizioni, ricostruzioni, regole, magistratura, politica, giustizia, opportunità. Ma anche casotti, ripascimento, partecipazione, baretti, comitati, interessi, poteri forti, pedonalizzazione, tram, pul, baretti, turismo, natura, salvaguardia, speculazione.

Sono solo alcuni degli ingredienti di un racconto che ha per protagonista la spiaggia del Poetto. Oltre le parole la fotografia può aiutare a testimoniare le trasformazioni di un paesaggio che spesso si dimentica essere in prima istanza naturale. All’interno del sistema Molentargius-Saline-Poetto l’uomo ci ha costruito la più larga autostrada della Sardegna e un quartiere residenziale. Ha riversato, ormai dieci anni fa, sulla farina bianca che pian piano molti cagliaritani tendono a dimenticare o a mitizzare una sabbia grigio topo dragata in pochi giorni dal mare del Golfo degli Angeli. Oggi ricostruisce i baretti che faranno “vivere” il Poetto dodici mesi all’anno.

Con la seconda parte del reportage “Poetto Abracadabra” Stefano Ferrando, dopo aver raccontato la demolizione dei chioschi dello scorso ottobre, ci racconta il dietro le quinte della trasformazione che sta vivendo della spiaggia di Cagliari.