I laboratori di progetto nella facoltà di architettura e ingegneria, troppe volte lasciano lo studente con la sensazione che quello che si pensa, si disegna e progetta è qualcosa troppo distante dalla realtà, troppo spesso irrealizzabile. I fattori economici, costruttivi, strutturali sono dei vincoli che il progetto universitario raramente si trova ad affrontare. Quante volte ci siamo sentiti dire che tra quello che apprendiamo all’università e il mondo reale c’è un abisso. Oggi vi raccontiamo la storia di Carlo Chillotti, un ingegnere edile-architetto laureato a Cagliari che è riuscito a realizzare il sogno di ogni studente, poter vedere un progetto universitario costruito.

Abbiamo chiesto a Carlo di raccontarci il progetto della nuova torretta di birdwatching costruità recentemente nel parco del Molentargius a Cagliari.

Ho iniziato a collaborare con Il Parco Regionale attraverso un contratto dal 11 gennaio 2012 fino al 31 marzo 2012. La terza settimana di gennaio una bufera di vento ha distrutto una torretta di avvistamento situata fronte l’isolotto di anellamento Cagliari, proprio dove io insieme al collega Mauro Sanna avevamo svolto un esame riguardante una struttura birdwatching. L’esame era Architettura Tecnica 3 curato dal Prof. Ing. Carlo Aymerich e dal Tutor: Ing. Carlo Atzei, a.a. 2003 – 2004. All’interno dell’esame vi era il laboratorio di progettazione in cui bisognava progettare una struttura per avvistamento, con annesso un plastico. Questo esame è stato una bella sfida, infatti per la prima volta mi confrontavo con una progettazione non solo dal punto di vista compositivo ma anche dal punto di vista esecutivo.

Abbiamo voluto così realizzare una struttura che fosse in continuo rapporto con il territorio, esaltandone l’essenzialità e la specificità. Una realtà quella del Parco Regionale Molentagius profondamente difficile per via delle sue caratteristiche ecologiche uniche nel suo genere.

Il progetto è un complesso polifunzionale, costituito da una torretta d’osservazione per tecnici, un rifugio per i ricercatori ed un osservatorio didattico per turisti e scolaresche. Questi tre elementi sono collegati tra loro attraverso delle passerelle chiuse che formano una corte, utile per raggruppare le persone e svolgere attività didattiche ancor prima di essere entrati dentro la struttura. La struttura rimane chiusa con piccolissime feritoie, utili per avvistare verso l’esterno senza essere visti o senza recar disturbo agli uccelli. Un’altra sfida importante è stata quella della relazione con le varie imprese, per capire le varie problematiche strutturali, i materiali da utilizzare che possono variare a seconda del mercato, i tempi di realizzazione e tutto l’iter burocratico. L’esperienza universitaria è stata in generale di grande aiuto nella fase di presentazione del progetto esecutivo e di realizzazione, ma non basta, bisogna a mio avviso curare tutti gli aspetti di documentazione da svolgere per la presentazione di un elaborato.