L’Europa invecchia sempre di più. Il 17% della popolazione della Comunità Europea ha più di 65 anni. In Italia il fenomeno dell’invecchiamento ha acquisito negli ultimi anni caratteri di vera e propria emergenza se si considera che il nostro paese presenta il più alto tasso di senilizzazione della comunità europea e la percentuale di anziani, oggi intorno al 20%, è destinata ad aumentare del 180% nei prossimi 40 anni. Stiamo vivendo quindi, una “rivoluzione” demografica in cui le persone anziane rappresentano una fascia consistente della popolazione e al contempo partecipe delle attività familiari e sociali, occupando un ruolo sempre più attivo nella società civile.

dati EUROSTAT 2008

Questo fenomeno, affiancato dall’aumento del  grado di dipendenza economica e sociale tra le generazioni, alla decrescita economica e a una maggiore richiesta di servizi per anziani, sta mettendo sempre più in crisi il sistema di welfare italiano ed europeo. Partendo da queste considerazioni, l’Unione Europea ha deciso di proclamare il 2012 come “Anno Europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni” al fine di sensibilizzare i governi, l’opinione pubblica e tutta la socità civile sulla necessità di rivalutare il contributo delle persone anziane alla società e promuovere azioni volte a migliorare le possibilità per tutti di invecchiare restando attivi. Attraverso una serie di iniziative e conferenze, viene incoraggiata la rivalutazione dell’immagine anziano attivo, in quanto capace di trasmettere aspetti positivi di vita sana, autonomia e inclusione sociale e, di conseguenza, una maggiore indipendenza rispetto ai sistemi di welfare locali.

Il desiderio di continuare a condurre una vita indipendente è una priorità nella vita dell’anziano: la maggior parte delle persone difficilmente abbandona la propria casa nella fase dell’invecchiamento se non costretto da un impedimento fisico o a causa della perdita del partner. Da questo punto di vista la pressoché totale assenza in Italia di alternative e politiche abitative rivolte agli anziani, accompagnata da un patrimonio edilizio esistente spesso inadeguato per dimensioni, stato di conservazione e servizi (alloggi privi di riscaldamento e senza ascensore) obbliga l’anziano a soluzioni abitative che possono non essere adeguate alle sue condizioni: rassegnarsi a condurre una vita in solitudine; andare a vivere con i propri figli; trasferirsi in una residenza istituzionalizzante, sradicandosi dalla propria realtà sociale e accelerando il personale processo di invecchiamento in maniera non autonoma.

In questo scenario, diventa sempre più necessario, individuare soluzioni alternative e definire nuovi strumenti per la progettazione di spazi dell’abitare che siano in linea con le esigenze e i gusti di una persona anziana. Il gruppo FPR abitaresociale, costituito da un’equipe interdisciplinare (medici e ingegneri edili-architetti) ha studiato e sta portando avanti il progetto ABITARE SOCIALE, laboratorio di ricerca progettuale con sede in Sardegna, ma che sta sviluppando importanti collaborazioni nel resto d’Europa, che si muove su diversi fronti:

  • promuove e stimola la cultura dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni;
  • sviluppa una ricerca sull’’abitare sociale, con attenzione particolare all’ ”abitare sociale con servizi” a partire dalla garanzia dell’abitare dotato di tutti i comfort, in relazione al grado di autonomia personale
  • promuove la cultura della “presa in carico” della persona anziana nel suo invecchiamento promuovendo  reti integrate di “servizi alla persona” per la coesione sociale.
  • Tra i progetti elaborati si segnala “Abitare, assistere, promuovere salute: strategie di progetto per l’invecchiamento attivo”, proposta articolata di un modello di governance sociosanitaria per il “sistema città” a partire da analisi e valutazioni interdisciplinari. Il progetto coniuga le esperienze di “abitare con servizi” del Comune di Barcellona, portate  ormai a sistema a sostegno dell’invecchiamento attivo di anziani autosufficienti, con alcune esperienze pratiche del Distretto Sociosanitario della  ASL Cagliari, anch’esse portate a sistema e caratterizzate da offerta  in rete di servizi per anziani non autosufficienti basate su accesso unitario, erogazione unitaria, percorsi unitari per le persone nei luoghi di vita, città e quartiere. Il progetto é stato valutato positivamente dalla AGE PLATFORM EUROPE, che lo ha inserito nel complesso di iniziative riconosciute valide e promosse dall’Ue in occasione dell’Anno Europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni,per il 2012 ed é stato accolto con successo in diversi seminari e convegni regionali e nazionali. Un’evoluzione del Progetto “Abitare sociale con servizi” è stato presentato nel corso del Congresso Nazionale della Società di Igiene (SITI) in collaborazione con la Scuola di Specializzazione Igiene e Medicina Preventiva e si è avvalso della somministrazione di un questionario sperimentale che ha avuto come obiettivi specifici quelli di indagare il fenomeno dell’Active Ageing (invecchiamento attivo) e verificarne la conoscenza e la consapevolezza associata anche alla solidarietà intergenerazionale. Il campione iniziale ha riguardato  360 persone dai 55 ai 65 anni, al fine di evidenziare  il bisogno della diffusione della cultura dell’abitare sociale presso questo target iniziale di persone.

    Entrambi i progetti proposti dal gruppo FPR ABITARE SOCIALE, si pongono l’obiettivo di studiare le modalità per  una “presa in carico” globale, continua e integrata della persona anziana, in relazione ai diversi livelli di autonomia e autosufficienza, a partire dallo studio di spazi dell’abitare adeguati alle necessità della persona.  Il risultato finale che ci si attende é l’elaborazione di un modello di “abitare sociale con servizi” nei luoghi dove le persone scelgono di invecchiare con servizi abitativi e sociosanitari alla persona commisurati, in termini  di intensità e tipologia di offerta, alle varie fasi dell’invecchiamento della popolazione anziana e con aspetti funzionali modulari che permettano una replica adattativa alle diverse realtà dell’isola nella convinzione che tale modello possa essere proposto anche come modello sperimentale europeo.

    Per ulteriori informazioni: ABITARE SOCIALE – FPR