Sono poche le parole tanto ricorrenti negli ultimi anni nella politica territoriale della Sardegna come “PAESAGGIO”. Sembra passata un’era dagli anni in cui la Regione andava orgogliosa del suo Piano Paesaggistico Regionale, ma il paesaggio continua a rimanere al centro dei discorsi dell’amministrazione regionale isolana.

Commissione per il paesaggio e la qualità architettonica. Linee guida per la tutela del patrimonio storico-ambientale dell’architettura e difesa del paesaggio. Premio del paesaggio. Osservatorio della Pianificazione Urbanistica e della Qualità del Paesaggio. Patto per il paesaggio. Sardegna Nuove idee e la revisione del Piano Paesaggistico Regionale

Locandina del convegno "Paesaggio, tra qualità e incongruità. Riflessioni, approcci, metodologie, esperienze"

Sardarch intervista il professor Antonio Tramontin, uno dei tre esperti  nominati dalla Regione Sardegna a far parte (insieme allo scultore Pinuccio Sciola e all’architetto Salvatore Manconi) della Commissione regionale per il paesaggio e la qualità architettonica istituita con la legge regionale n. 4 del 22 ottobre 2009.

Sono numerosi e complessi i fattori che incidono sugli equilibri dei territori costieri. Quali strategie e quali criteri di intervento i progettisti possono adottare in un ambiente così delicato e complesso?

Non credo che le coste siano diverse da un punto di vista della complessità e dei problemi che pongono alla trasformazione rispetto ai bellissimi luoghi interni della Sardegna. Il problema è invece la speculazione eventuale e comunque gli appetiti che su queste coste si esercitano.

È quasi scontato dire che in Sardegna la gente ci viene per godere il mare e il sole. Io penso però che nel prossimo futuro, appena si prenda coscienza della qualità di vita che si ha nei luoghi interni, forse ci possa essere un riequilibrio. Per quanto riguarda le coste: è chiaro che essendo elemento del desiderio (e non sempre del desiderio lecito, qualche volta del desiderio soltanto di accaparrare soldi come abbiamo visto in tante occasioni) il nostro primo compito è difendere le coste, il nostro primo compito è evitare che ci sia un saccheggio delle coste come in varie parti della Sardegna, ma certamente nella maggior parte d’Italia è avvenuto. A mio parere la Sardegna è ancora puro oggetto di mire che sempre più si attualizzano. In qualche modo è stata fortunata anche perché è stata salvaguardata dalle ultime leggi paesistiche alle quali non si può rinunciare.

La Sardegna ha recentemente portato avanti strategie che hanno posto il paesaggio al centro dell’azione di pianificazione. Qual è il suo parere a riguardo?

Il mio parere a riguardo è esattamente quello che ricalca la domanda. Io definisco con i miei studenti la Sardegna un laboratorio sul paesaggio a cielo aperto. Per spiegarci meglio: tutto quanto esiste in Sardegna nella qualità mirabile dei beni ambientali e culturali è qualcosa che ha a che fare con la sua particolarità. Particolarità geografica: è una grande piattaforma certamente europea che si protende sul mare d’Africa, dove ci sono densità africane in tutti i luoghi interni e ci sono invece preoccupazioni di città che sono a livello mediterraneo e a livello europeo, parlo di Cagliari e di Olbia, o per un certo periodo anche nel nord ovest , Sassari e Alghero, oggi un po’ meno. Ma esistono quindi da un lato delle condizioni assolutamente particolari ossia un luogo occidentale, un luogo europeo, che ha pero densità ritmi climi e modi che sono di un altro mondo di un altro paesaggio. La gente spende un sacco di soldi per andare alle Maldive, potrebbe trovare le stesse cose tra il mare e il centro della Sardegna.

È stato nominato componente della Commissione regionale per il paesaggio e la qualità architettonica, in attuazione di una legge che ha come obiettivo il rilancio dell’edilizia e la promozione di programmi strategici per lo sviluppo. Crede che l’istituzione di una commissione ad hoc sia in grado di promuovere la qualità architettonica in Sardegna? In che modo?

Onestamente non so se sarà in grado di promuovere la qualità architettonica in Sardegna, posso solo dire che la mia prima proposta all’assessore è stata quella di promulgare una legge. Non fare un altro piano paesistico ma fare una legge sulla qualità dell’architettura e sul paesaggio della Sardegna a seguire immediatamente quanto è stato fatto dall’Irlanda, per esempio, e in questo senso ho già concordato che avrei messo giù alcuni elementi documentali in questo senso. Cioè una legge che veda il paesaggio e la qualità architettonica della Sardegna come una forma di legge, ma anche basandoci su questa assoluta singolarità dell’isola di Sardegna.

Cosa intende lei per qualità architettonica?  Può indicarci alcuni interventi realizzati negli ultimi 10-15 anni che giudica di qualità?

Potrei farlo facilmente. Per esempio, pur non essendo d’accordo con l’architettura da palcoscenico della Costa Smeralda nessuno può però negare che quando esisteva una commissione per il Consorzio Costa Smeralda almeno si mettevano le linee e si calcolavano le intersezioni visuali e gli impatti delle nuove costruzioni.

Io mi fermerei a dire una cosa molto semplice: che l’architettura deve avere alcuni elementi di base fondamentali che – dico quello che dico ai miei studenti al 2 anno –  sono certamente la funzione (certe volte noi abbiamo delle discoteche che sembrano chiese e delle chiese che sembrano invece discoteche), poi la geometria, la struttura e i materiali da costruzione, soprattutto in termini della tradizione e della innovazione. E poi il contesto e la storia. Quindi se noi ci basiamo su questi elementi noi possiamo come minimo stabilire una base, un abaco di un a qualità architettonica.

Ha già idea di quanti e che tipologia di interventi, ad oggi (maggio 2010, ndr), la Commissione deve valutare?

La Commissione ha come suo mandato la valutazione degli interventi che avvengono nei proibiti 300 metri dal mare. Trattandosi di ampliamenti non sostanziali ci si trova di fronte qualche volta a soluzioni abbastanza scontate, altre volte a soluzioni poco proponibili. Ma la mia idea sulla Commissione è soprattutto basata sulla possibilità di stabilire anche per la Sardegna che ci possa essere, come appunto fatto da altre entità ragionali e nazionali, una vera e propria legge sulla qualità dell’architettura e sul paesaggio. Quindi ritengo che sia fondamentalmente questa condizione meno operativa che sia la più importante caratteristica degli obiettivi e delle ragioni di questa commissione.