L’anno scorso mio fratello si è rotto il piede perché ha dato un calcio a un muro in cemento ricoperto da mezzo centimetro di gommapiuma. Per quanto l’apparenza fosse quella di un morbido materasso, la sostanza era di tutt’altra natura. E ora mio fratello dopo aver passato l’estate con le stampelle sa bene quanto è importante non fermarsi all’apparenza.

Il presidente Cappellacci, fin dal momento della sua elezione, si affanna per costruire un bel rivestimento in gommapiuma per la colata di cemento che ha promesso in campagna elettorale. A un osservatore distratto potrebbe anche sembrare un gran bel rivestimento che prende la forma di una pirotecnica messa in scena. Gli ingredienti ci sono tutti: un grande processo partecipativo (Sardegna Nuove idee), uno strumento informatico 2.0 che consente a tutti i cittadini di dare il proprio contributo nell’era 2.0 (Sardegna GeoBlog), un formale atto di impegno verso i cittadini (il Patto per il Paesaggio della Sardegna).

Ai tempi della rete e della cittadinanza attiva, però, il presidente Cappellacci può mettere in scena il più grande spettacolo dopo il big bang per distrarre i sardi dalle sue reali intenzioni, ma dopo i fuochi d’artificio ci sarà sempre qualcuno che si prende la briga di approfondire i reali effetti e la reale sostanza di quello che vede. Basta solo un po’ di pazienza e buona volontà per andare un poco sotto il superficiale luccichio delle sue azioni politiche sul paesaggio per scorgere il grigio topo del cemento.

Sardegna Nuove Idee è stato – spiega l’assessore Rassu – il processo partecipativo con cui affrontare oggettivamente i punti di forza e le criticità di un piano impositivo, vincolistico, ideato da poche persone, che ha limitato lo sviluppo socio-politico di molti, con l’obiettivo di predisporre un nuovo PPR che non sarà più imposto ma ideato con il coinvolgimento attivo di chi opera e di chi vive il territorio, ridando all’ente locale e al sindaco il ruolo per cui è stato eletto.

Tutto parte con il famigerato Piano casa 1 (L.R. n. 4 del 23 ottobre 2009), al cui art. 11 si da avvio all’Aggiornamento e revisione del Piano paesaggistico regionale.

Non so quanti di voi hanno partecipato ai 14 Laboratori del paesaggio in cui, tra il 18 giugno e il 29 luglio 2010, si è ragionato sul primo dei tre tavoli operativi (La struttura dei paesaggi, Il progetto dei paesaggi, Le nuove idee per i paesaggi). Da questi lavori è stato redatto un Report ragionato, una Mappa degli obiettivi e delle azioni chiave e una Mappa dei temi e dei luoghi emergenti. Le risultanze della prima fase potere leggerle qua. La seconda fase ha visto accorpati i restanti in 10 laboratori che si svolgono tra il 13 e il 21 dicembre 2010 a cui si affianca il tavolo permanente di Sardegna GeoBlog.

Il 18 febbraio 2011 tutti gli Enti Locali della Sardegna che sono stati attivi protagonisti nella prima fase del processo partecipativo di revisione e aggiornamento del PPR sono invitati al Tavolo Regionale di Sintesi con lo scopo di consentire ai territori di confrontarsi su 4 grandi temi legati al paesaggio (Paesaggi naturali, Paesaggio insediativi, Paesaggi socio-culturali e percettivi, Paesaggi produttivi) e redigere una sintesi condivisa delle strategie che costituiranno un valido contributo per la revisione e aggiornamento del PPR. Peccato che ai laboratori abbiano partecipato in media una ventina di persone che, in un’ora scarsa di lavoro, non hanno fatto altro che proporre random spunti che in gran parte esulavano da quelle che sono le competenze di una pianificazione paesaggistica (“meno regole e più stimoli”, “non vincoli al 100% ma obiettivi a cui tendere”).

Sardegna GeoBlog, è uno “strumento innovativo per raccogliere e condividere osservazioni, suggerimenti ed istanze relativi a specifici temi di discussione su base territoriale, nato da un’iniziativa dell’Amministrazione Regionale per promuovere i processi di pianificazione partecipata, con l’obiettivo di garantire delle scelte di sviluppo territoriale ampiamente condivise e compatibili con le esigenze locali”. Tutto bello in teoria. Ma le politiche e i loro strumenti di attuazione occorre non solo pensarle e attuarle, occorre anche verificarne l’efficacia e l’impatto in base agli obiettivi che ci si è prefissati. E strano allora che la Regione addirittura si vanti di uno strumento “innovativo” quanto inutilizzato: in quasi un anno di attività il GeoBlogè riuscito a raccogliere in tutto ben 27 commenti sui paesaggi da conservare (15), paesaggi in pericolo (6), buoni esempi da seguire (2) e cose da non fare (4). Un po’ poco per uno strumento sbandierato come strumento virtuoso di partecipazione, promosso e richiamato anche nell’ultima puntata di Domande & Risposte.

Il Patto per il Paesaggio della Sardegna, di berlusconiana ispirazione, è il tocco finale ad effetto, firmato solennemente durante la giornata conclusiva del processo partecipativo, costituisce un impegno morale (senza alcuna implicazione amministrativa) stipulato tra Regione, Enti Locali, ANCI, Unione delle Province Sarde e quante istituzioni, associazioni e organizzazioni pubbliche sono coinvolte e interessate nella tutela del paesaggio della Sardegna. Lascio a voi la sua lettura e ogni riflessione sullo sforzo del presidente Cappellacci per mistificare la realtà, condendola di parole svuotate di senso, pur di portare avanti certe politiche scellerate, nonostante nei cittadini sardi sia ormai salda la consapevolezza del valore del paesaggio per lo sviluppo dell’Isola.

tratto da

http://www.sardegnademocratica.it/ambiente/il-cemento-sotto-la-gommapiuma-1.24230