Il 7 giugno è stato inaugurato presso la Facoltà di Cagliari UnicaBookshop, esperimento per una libreria specializzata di architettura. Parallelamente all’attività di vendita dei libri sono stati organizzati una serie di eventi, presentazioni di libri e riviste, lezioni, slam e aperitivi.

A qualche mese dalla chiusura dell evento abbiamo chiesto a Sabrina Puddu, promotrice e organizzatrice dell’evento Bookshop, l’esito di questa esperienza e se questa iniziativa, tanto apprezzata al debutto, potrà trovare una continuità nel tempo:

La facoltà e il dipartimento di architettura – sia come istituzioni che a livello di singole persone –  hanno dimostrato il loro supporto all’iniziativa, che ha suscitato l’interesse anche di giornali e radio locali. Il numero di persone che ci hanno fatto visita in quei giorni è stato ben oltre la media prevista, fatto che ha confermato la nostra ipotesi di partenza: un bookshop, oltre ad essere un’importante “infrastruttura” per il funzionamento interno di una comunità universitaria e di professionisti dell’architettura può anche essere un potente aggregatore sociale.


L’obiettivo della settimana era quello di “lanciare il sasso”, di vedere se un bookshop d’architettura può funzionare o se è altamente improbabile come molti pensano – nell’era di amazon e internet. Sotto il profilo della “missione culturale”, credo non ci siano dubbi: il bookshop è stato come una specie di virus benigno che per 7 giorni ha contagiato di entusiasmo il suo intorno (professori,studenti, colleghi,etc.)! I 200 libri venduti sono in giro per case e librerie. Le spille con il logo del bookshop sono diventate un oggetto cult!  Ma un’operazione culturale, per avere effetto, deve essere continuativa o ripetuta.  Per ora, l’unica operazione culturale “duratura” penso sia stata quella sui circa 20  ragazzi dell’organizzazione e, di questo primo risultato, ci possiamo dire più che soddisfatti!

Al contrario di come ha scritto un quotidiano locale l’esperienza non è “successa quasi per caso”. Il gruppo di UnicaBookshop ci ha creduto e lavorato, per molto tempo e con un po’ di sana testardaggine: abbiamo portato avanti il laboratorio didattico per il progetto del bookshop che è proseguito anche dopo l’esame; abbiamo cercato uno sponsor che ci permettesse di realizzare la struttura, e messo su varie attività di autofinanziamento per raccimolare il capitale di base per l’acquisto dei libri; abbiamo contattato editori e distributori italiani ed esteri e viaggiato per scegliere i libri; abbiamo costruito un programma culturale per la settimana che rendesse l’evento credibile e apprezzabile da parte della comunità accademica; abbiamo cercato il contatto con ordini professionali e associazioni di architettura per attirare i professionisti; abbiamo organizzato eventi che attirassero anche i “profani” dell’architettura; abbiamo costruito una campagna pubblicitaria a costo zero. Il tutto senza perdere di vista il piacere di divertirsi durante tutte le fasi organizzative.

Dopo la settimana di inaugurazione, gli scaffali del bookshop sono stati “animati” per altri due eventi. Nel primo caso, a luglio, è stato riempito dal libro pubblicato dalla Facoltà e che raccoglie i progetti dei laboratori di progettazione dello scorso anno accademico. Il secondo evento (la settimana della grafica organizzata dall’AIAP) popola il bookshop con libri di grafica e design. L’organizzazione di entrambi gli eventi non è nostro merito, ma rientra nella filosofia dell’operazione: rendere il bookshop un servizio per il libro.

Se il bookshop potrà continuare, e in che modo, stiamo cercando di capirlo. Per il primo evento siamo stati supportati da un librario locale, ma quale sia la forma per cui un gruppo di studenti possa aprire una libreria è ancora da definire. Purtroppo le operazioni dal basso si inceppano quando ci si scontra col mondo dei grandi, e per crescere bisogna fare i conti con la burocrazia. A breve riprenderemo la questione, e vedremo se e come andare avanti.