Federica Sedda - Il tubo

Per il mio progetto sono partita dall’idea che si legge principalmente quando si ha tempo. Per la prima task ho scattato una foto nella quale tutte le persone presenti sono come assorte in un qualche tipo di lettura, la lettura più palese è quella delle ragazze che sbirciano nel giornale del loro vicino di posto. Si legge, dunque, nei ritagli di tempo, ad esempio nei momenti in cui ci spostiamo.
Da qui sono passata al modello concettuale che, dopo vari esperimenti, ha assunto la forma di un tubo in polietilene modellato secondo la forma dell’ingresso e degli anditi più usati nelle pause da noi studenti della facoltà in Via Corte d’Appello. Questo perchè come la metro per una città, i corridoi per una facoltà sono luogo di passaggio, d’attesa, di socializzazione negli spazi di tempo tra una lezione e l’altra.
Ho cercato un precedente architettonico che desse l’idea del passaggio, del movimento e del tempo; l’ho trovato nelle cappelle delle chiese che erano strutturate appositamente per far compiere ai fedeli dei percorsi diversi a seconda delle esigenze. Cosi, dopo aver studiato i percorsi all’interno dell’atrio d’ingresso della facoltà (luogo che accentua ancora di più il concetto iniziale per la sua posizione: su di esso si affaccia la corte dove di solito gli studenti fanno pausa tra una lezione e l’altra) e aver studiato i percorsi all’interno delle cappelle, ho unito le due analisi creando una forma sinuosa che guidi il visitatore del Bookshop a fare dei percorsi che altrimenti non sarebbero abituali all’interno di quest’atrio. L’altezza delle pareti di due metri è stata stabilita appositamente affinché ci sia interscambio tra esterno e interno: chi è nella corte e nelle scale d’accesso al corridoio può veder vivere il Bookshop e viceversa.