L’intervento residenziale della Malagueira si trova nei pressi della città di Evora in Portogallo nella regione interna dell’Alentejo. La regione si presenta come un territorio di grandi pianure leggermente ondulate coltivate a grano e ricche di querce da sughero. Storicamente è un’area scarsamente popolata e dedita prevalentemente all’agricoltura. Il terreno in cui nacque il progetto dell’architetto portoghese Alvaro Siza (a seguito dell’espropriazione dei terreni ai grandi latifondisti successiva alla caduta del dittatore Salazar nel 1974) è una piccola vallata con leggero declivio tra diverse piccole frazioni rurali di scarsa qualità residenziale e di espansione spesso abusiva.

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Da un punto di vista urbanistico, il progetto della Malagueira ricopre una duplice importanza. Ad una prima lettura è fondamentale il rapporto che si instaura tra il nuovo borgo ed il nucleo storico della città fortificata, ma approfondendo maggiormente la lettura urbana ci si rende conto di quanto l’importanza dell’infrastruttura e della condotta sopraelevata che traccia la spina dorsale del nuovo intervento, doni ritmo al progetto ed indichi un preciso asse di sviluppo.

Grande importanza in questo insediamento, rivestono i diversi tipi di linguaggi urbanistici ed architettonici sviluppati ed utilizzati sulle diverse scale di intervento, perseguendo l’obiettivo di riproporre i caratteri del paesaggio urbano. Su scala urbana esso può essere schematizzato come un Cluster. Con esso si intende uno sviluppo planimetrico dell’intervento che si adegua alla conformazione del territorio e delle trame del tessuto urbano già esistente (nella fattispecie il vecchio borgo medievale di Evora ed un quartiere residenziale di espansione pseudo-abusiva). Questo approccio urbanistico permette di non avere limiti fisici e geografici troppo delimitati e vincolanti, sebbene corra il rischio su scala eccessivamente grande, di creare uno sviluppo incontrollato del sistema urbano in questione e sulla micro-scala del sistema residenziale di non trovare una coerente modulazione di progettazione. Per porre rimedio a questa eccessiva libertà la scala intermedia di progettazione (quella che si colloca tra architettura dei singoli isolati e la visione urbana dell’intero intervento) è stata conformata secondo la strategia del Mat-Building, ossia una trama orizzontale ben definita geometricamente e modularmene con un asse ben definito di sviluppo e con strade che man mano diventano sempre più capillari.

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Ogni singola unità abitativa mantiene un linguaggio che si può definire vernacolare. In esse si ritrovano (reinterpretate secondo un approfondito studio tipologico fondato su concetti di architettura razionale e massima ricerca della flessibilità di modi ed usi abitativi) molti elementi delle antiche case rurali della regione dell’Alentejo. Case con un grande patio interno, centro nevralgico delle attività domestiche della popolazione. Rivestono inoltre grande importanza nel complesso il disegno dello spazio verde e di quello pubblico nella volontà di fare affiorare una cultura rurale, modesta ma ricca di tradizioni e dignità, che riconduca tutto il complesso ad un aspirato contatto con la contestualizzazione e la memoria storica stratificata. Il Portogallo, così come gran parte dell’Italia tra cui sicuramente la Sardegna, provengono da una forte tradizione rurale, onde percui ai fini di una buona progettazione e di un rispetto per la storia dei luoghi e delle popolazioni appartenenti è doveroso cercare una continuità storica nel modo di costruire le singole unità.

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Questa forma di doppia scala di lettura del progetto della Malagueira, (architettonica ed urbanistica) è dimostrato anche dalle dimensioni dell’intervento in questione. Si tratta infatti di un insediamento residenziale di oltre 1200 unità

abitative alla periferia di un paese che ne conta alcune migliaia. Questi semplici dati sono indicativi di quanto il progetto realizzato dall’architetto portoghese sia arrivato a determinare una sostanziale espansione del centro urbano indicando quasi una strategia di sviluppo a livello urbanistico. A maggior dimostrazione del fatto, bisogna tenere in conto che nell’ideazione del nuovo quartiere della Malagueira sono stati compresi elementi infrastrutturali e di servizio tali da rendere il complesso autosufficiente da un punto di vista non solo abitativo, ma anche per quanto riguarda diversi tipi di servizi. La nuova condotta per le acque, riprendendo l’asse di sviluppo dettato dall’antico acquedotto di età romana, rappresenta ed esalta la spina dorsale ed asse di sviluppo principale dell’intero intervento, nonché senza ombra di dubbio il più forte legame con l’antico centro urbano. Il fatto stesso che si trovi in posizione sopraelevata rafforza la sua visibilità ed importanza oltre al fatto di rendere più esplicita la citazione storica con riferimento alle arcate dell’acquedotto che attraversano il borgo medievale. Ma è proprio nei particolari con il quale questa canalizzazione proveniente dall’alto si riconnette con le singole unità abitative che si viene a creare quella fusione e sintesi tra i diversi campi dell’architettura e dell’urbanistica.

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Oltre a questi fattori legati ad elementi sicuramente tecnici, riveste un’indubbia importanza il carattere sociale che ricoprì l’intervento residenziale al momento della sua costruzione. Il fatto che questo quartiere sia dotato di servizi e di spazi pubblici lo rende un posto, una parte di città ricco di vita e realizza l’obiettivo che i nuovi abitanti si sentano rappresentati nel loro modus vivendi non solo dalle singole abitazioni ma anche dall’organizzazione delle loro strade e dai servizi che la comunità offre loro. Le atmosfere che si vengono a creare nelle sue vie sono del tutto simili per pavimentazione stradale e facciate a tante altre strade dei paesini dell’Alentejo. L’intervento dell’architetto portoghese dunque ( che si può fregiare del premio Pritzker dell’anno 1992) è dunque la dimostrazione di un connubio riuscito tra architettura moderna, stratificazione storico-sociale e perfetta contestualizzazione dell’intervento all’ambiente circostante.

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L’intervento residenziale della Malagueira si trova nei pressi della città di Evora in Portogallo nella regione interna dell’Alentejo. La regione si presenta come un territorio di grandi pianure leggermente ondulate coltivate a grano e ricche di querce da sughero. Storicamente è un’area scarsamente popolata e dedita prevalentemente all’agricoltura. Il terreno in cui nacque il progetto dell’architetto portoghese Alvaro Siza (a seguito dell’espropriazione dei terreni ai grandi latifondisti successiva alla caduta del dittatore Salazar nel 1974) è una piccola vallata con leggero declivio tra diverse piccole frazioni rurali di scarsa qualità residenziale e di espansione spesso abusiva.

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Da un punto di vista urbanistico, il progetto della Malagueira ricopre una duplice importanza. Ad una prima lettura è fondamentale il rapporto che si instaura tra il nuovo borgo ed il nucleo storico della città fortificata, ma approfondendo maggiormente la lettura urbana ci si rende conto di quanto l’importanza dell’infrastruttura e della condotta sopraelevata che traccia la spina dorsale del nuovo intervento, doni ritmo al progetto ed indichi un preciso asse di sviluppo.

Grande importanza in questo insediamento, rivestono i diversi tipi di linguaggi urbanistici ed architettonici sviluppati ed utilizzati sulle diverse scale di intervento, perseguendo l’obiettivo di riproporre i caratteri del paesaggio urbano. Su scala urbana esso può essere schematizzato come un Cluster. Con esso si intende uno sviluppo planimetrico dell’intervento che si adegua alla conformazione del territorio e delle trame del tessuto urbano già esistente (nella fattispecie il vecchio borgo medievale di Evora ed un quartiere residenziale di espansione pseudo-abusiva). Questo approccio urbanistico permette di non avere limiti fisici e geografici troppo delimitati e vincolanti, sebbene corra il rischio su scala eccessivamente grande, di creare uno sviluppo incontrollato del sistema urbano in questione e sulla micro-scala del sistema residenziale di non trovare una coerente modulazione di progettazione. Per porre rimedio a questa eccessiva libertà la scala intermedia di progettazione (quella che si colloca tra architettura dei singoli isolati e la visione urbana dell’intero intervento) è stata conformata secondo la strategia del Mat-Building, ossia una trama orizzontale ben definita geometricamente e modularmene con un asse ben definito di sviluppo e con strade che man mano diventano sempre più capillari.

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Ogni singola unità abitativa mantiene un linguaggio che si può definire vernacolare. In esse si ritrovano (reinterpretate secondo un approfondito studio tipologico fondato su concetti di architettura razionale e massima ricerca della flessibilità di modi ed usi abitativi) molti elementi delle antiche case rurali della regione dell’Alentejo. Case con un grande patio interno, centro nevralgico delle attività domestiche della popolazione. Rivestono inoltre grande importanza nel complesso il disegno dello spazio verde e di quello pubblico nella volontà di fare affiorare una cultura rurale, modesta ma ricca di tradizioni e dignità, che riconduca tutto il complesso ad un aspirato contatto con la contestualizzazione e la memoria storica stratificata. Il Portogallo, così come gran parte dell’Italia tra cui sicuramente la Sardegna, provengono da una forte tradizione rurale, onde percui ai fini di una buona progettazione e di un rispetto per la storia dei luoghi e delle popolazioni appartenenti è doveroso cercare una continuità storica nel modo di costruire le singole unità.

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Questa forma di doppia scala di lettura del progetto della Malagueira, (architettonica ed urbanistica) è dimostrato anche dalle dimensioni dell’intervento in questione. Si tratta infatti di un insediamento residenziale di oltre 1200 unità

abitative alla periferia di un paese che ne conta alcune migliaia. Questi semplici dati sono indicativi di quanto il progetto realizzato dall’architetto portoghese sia arrivato a determinare una sostanziale espansione del centro urbano indicando quasi una strategia di sviluppo a livello urbanistico. A maggior dimostrazione del fatto, bisogna tenere in conto che nell’ideazione del nuovo quartiere della Malagueira sono stati compresi elementi infrastrutturali e di servizio tali da rendere il complesso autosufficiente da un punto di vista non solo abitativo, ma anche per quanto riguarda diversi tipi di servizi. La nuova condotta per le acque, riprendendo l’asse di sviluppo dettato dall’antico acquedotto di età romana, rappresenta ed esalta la spina dorsale ed asse di sviluppo principale dell’intero intervento, nonché senza ombra di dubbio il più forte legame con l’antico centro urbano. Il fatto stesso che si trovi in posizione sopraelevata rafforza la sua visibilità ed importanza oltre al fatto di rendere più esplicita la citazione storica con riferimento alle arcate dell’acquedotto che attraversano il borgo medievale. Ma è proprio nei particolari con il quale questa canalizzazione proveniente dall’alto si riconnette con le singole unità abitative che si viene a creare quella fusione e sintesi tra i diversi campi dell’architettura e dell’urbanistica.

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Oltre a questi fattori legati ad elementi sicuramente tecnici, riveste un’indubbia importanza il carattere sociale che ricoprì l’intervento residenziale al momento della sua costruzione. Il fatto che questo quartiere sia dotato di servizi e di spazi pubblici lo rende un posto, una parte di città ricco di vita e realizza l’obiettivo che i nuovi abitanti si sentano rappresentati nel loro modus vivendi non solo dalle singole abitazioni ma anche dall’organizzazione delle loro strade e dai servizi che la comunità offre loro. Le atmosfere che si vengono a creare nelle sue vie sono del tutto simili per pavimentazione stradale e facciate a tante altre strade dei paesini dell’Alentejo. L’intervento dell’architetto portoghese dunque ( che si può fregiare del premio Pritzker dell’anno 1992) è dunque la dimostrazione di un connubio riuscito tra architettura moderna, stratificazione storico-sociale e perfetta contestualizzazione dell’intervento all’ambiente circostante.

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L’intervento residenziale della Malagueira si trova nei pressi della città di Evora in Portogallo nella regione interna dell’Alentejo. La regione si presenta come un territorio di grandi pianure leggermente ondulate coltivate a grano e ricche di querce da sughero. Storicamente è un’area scarsamente popolata e dedita prevalentemente all’agricoltura. Il terreno in cui nacque il progetto dell’architetto portoghese Alvaro Siza (a seguito dell’espropriazione dei terreni ai grandi latifondisti successiva alla caduta del dittatore Salazar nel 1974) è una piccola vallata con leggero declivio tra diverse piccole frazioni rurali di scarsa qualità residenziale e di espansione spesso abusiva.

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Da un punto di vista urbanistico, il progetto della Malagueira ricopre una duplice importanza. Ad una prima lettura è fondamentale il rapporto che si instaura tra il nuovo borgo ed il nucleo storico della città fortificata, ma approfondendo maggiormente la lettura urbana ci si rende conto di quanto l’importanza dell’infrastruttura e della condotta sopraelevata che traccia la spina dorsale del nuovo intervento, doni ritmo al progetto ed indichi un preciso asse di sviluppo.

Grande importanza in questo insediamento, rivestono i diversi tipi di linguaggi urbanistici ed architettonici sviluppati ed utilizzati sulle diverse scale di intervento, perseguendo l’obiettivo di riproporre i caratteri del paesaggio urbano. Su scala urbana esso può essere schematizzato come un Cluster. Con esso si intende uno sviluppo planimetrico dell’intervento che si adegua alla conformazione del territorio e delle trame del tessuto urbano già esistente (nella fattispecie il vecchio borgo medievale di Evora ed un quartiere residenziale di espansione pseudo-abusiva). Questo approccio urbanistico permette di non avere limiti fisici e geografici troppo delimitati e vincolanti, sebbene corra il rischio su scala eccessivamente grande, di creare uno sviluppo incontrollato del sistema urbano in questione e sulla micro-scala del sistema residenziale di non trovare una coerente modulazione di progettazione. Per porre rimedio a questa eccessiva libertà la scala intermedia di progettazione (quella che si colloca tra architettura dei singoli isolati e la visione urbana dell’intero intervento) è stata conformata secondo la strategia del Mat-Building, ossia una trama orizzontale ben definita geometricamente e modularmene con un asse ben definito di sviluppo e con strade che man mano diventano sempre più capillari.

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Ogni singola unità abitativa mantiene un linguaggio che si può definire vernacolare. In esse si ritrovano (reinterpretate secondo un approfondito studio tipologico fondato su concetti di architettura razionale e massima ricerca della flessibilità di modi ed usi abitativi) molti elementi delle antiche case rurali della regione dell’Alentejo. Case con un grande patio interno, centro nevralgico delle attività domestiche della popolazione. Rivestono inoltre grande importanza nel complesso il disegno dello spazio verde e di quello pubblico nella volontà di fare affiorare una cultura rurale, modesta ma ricca di tradizioni e dignità, che riconduca tutto il complesso ad un aspirato contatto con la contestualizzazione e la memoria storica stratificata. Il Portogallo, così come gran parte dell’Italia tra cui sicuramente la Sardegna, provengono da una forte tradizione rurale, onde percui ai fini di una buona progettazione e di un rispetto per la storia dei luoghi e delle popolazioni appartenenti è doveroso cercare una continuità storica nel modo di costruire le singole unità.

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Questa forma di doppia scala di lettura del progetto della Malagueira, (architettonica ed urbanistica) è dimostrato anche dalle dimensioni dell’intervento in questione. Si tratta infatti di un insediamento residenziale di oltre 1200 unità

abitative alla periferia di un paese che ne conta alcune migliaia. Questi semplici dati sono indicativi di quanto il progetto realizzato dall’architetto portoghese sia arrivato a determinare una sostanziale espansione del centro urbano indicando quasi una strategia di sviluppo a livello urbanistico. A maggior dimostrazione del fatto, bisogna tenere in conto che nell’ideazione del nuovo quartiere della Malagueira sono stati compresi elementi infrastrutturali e di servizio tali da rendere il complesso autosufficiente da un punto di vista non solo abitativo, ma anche per quanto riguarda diversi tipi di servizi. La nuova condotta per le acque, riprendendo l’asse di sviluppo dettato dall’antico acquedotto di età romana, rappresenta ed esalta la spina dorsale ed asse di sviluppo principale dell’intero intervento, nonché senza ombra di dubbio il più forte legame con l’antico centro urbano. Il fatto stesso che si trovi in posizione sopraelevata rafforza la sua visibilità ed importanza oltre al fatto di rendere più esplicita la citazione storica con riferimento alle arcate dell’acquedotto che attraversano il borgo medievale. Ma è proprio nei particolari con il quale questa canalizzazione proveniente dall’alto si riconnette con le singole unità abitative che si viene a creare quella fusione e sintesi tra i diversi campi dell’architettura e dell’urbanistica.

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Oltre a questi fattori legati ad elementi sicuramente tecnici, riveste un’indubbia importanza il carattere sociale che ricoprì l’intervento residenziale al momento della sua costruzione. Il fatto che questo quartiere sia dotato di servizi e di spazi pubblici lo rende un posto, una parte di città ricco di vita e realizza l’obiettivo che i nuovi abitanti si sentano rappresentati nel loro modus vivendi non solo dalle singole abitazioni ma anche dall’organizzazione delle loro strade e dai servizi che la comunità offre loro. Le atmosfere che si vengono a creare nelle sue vie sono del tutto simili per pavimentazione stradale e facciate a tante altre strade dei paesini dell’Alentejo. L’intervento dell’architetto portoghese dunque ( che si può fregiare del premio Pritzker dell’anno 1992) è dunque la dimostrazione di un connubio riuscito tra architettura moderna, stratificazione storico-sociale e perfetta contestualizzazione dell’intervento all’ambiente circostante.

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